Sampha – Lahai
Recensione del disco “Lahai” (Young, 2023) di Sampha. A cura di Piermattia Vantaggi.
Vidi Sampha dal vivo nell’ormai lontano 2017, in occasione del Primavera Sound Festival a Barcellona. Ricordo che tra il marasma di artisti, DJ, e progetti che sentii quell’anno lui fu uno di quelli che mi rimase particolarmente impresso.
La sua musica, circoscrivibile nell’ambito del neo-soul, si contraddistingue grazie alla sperimentazionecontinua che scandisce l’intera produzione del musicista. Il Nostro ha ottenuto successo internazionale grazie anche a collaborazioni prestigiose con artisti del calibro di Kanye West, Drake, Alicia Keys, Beyoncé, Kendrick Lamar ecc. Sampha Sisay, questo il vero nome dell’artista inglese, ritorna sulle scene col suo nuovo album “Lahai” dopo ben sei anni dalla sua ultima uscita. Il produttore britannico è riuscito ancora una volta a proporre un album di una raffinatezza e di una sensibilità più unica che rara.
Se i dischi precedenti erano contraddistinti da una malinconia di fondo continua, questo nuovo lavoro, al contrario, si incentra sull’auto-accettazione, sulla gioia della condizione umana. Il disco potrebbe essere sintetizzato in pochissime righe, non c’è molto da dire, Sampha ha un’abilità tecnica notevolissima che però non utilizza mai in funzione autoerotica, al contrario i tecnicismi vengono utilizzati in funzione del messaggio veicolato, del sentimento e dell’espressione stessa.
All’interno di “Lahai” ci sono dei brani preziosissimi come Can’t Go Back o Only, che sintetizzano alla perfezione ciò che è la nuova fatica del musicista: un perfetto equilibrio tra la musica elettronica sperimentale, il neo-soul e il R&B. In conclusione, Sampha ha di nuovo fatto centro. Questo nuovo album, a mio parere, lo fa arrivare a toccare vette altissime, quelle del paradiso appunto. Considero questo disco oro colato per varie cose: prima di tutto è la dimostrazione lampante che non bisogna per forza suonare tamarrate per fare successo, e secondariamente, perché è la riprova che la musica pop di qualità è ancora possibile. Ora come ora risulta ovvio considerare Sisay come uno degli artisti neo-soul più rappresentativi degli ultimi anni. Un disco che fa bene all’anima, di una qualità produttiva sconfinata che stupisce costantemente in quanto a cura.
Consiglio “Lahai” a tutti gli amanti del neo-soul e dell’ R&B, e in generale agli amanti dei bei dischi.




