“X sempre assenti”, i Verdena si mettono a nudo nel film di Francesco Fei
Emerge un ritratto così naturale del trio da credere a stento che quella così intima verità sulle loro vite sia adesso così a nudo e accessibile a tutti.

Per sempre assente io vivrò
Verdena – X sempre assente
Sai, è meglio così
E riuscirci, dai, si può
Se me lo avessero detto non ci avrei mai creduto. Potrebbe essere questo l’incipit di un qualsivoglia discorso che spunta in una normale routine quotidiana, in cui tutti i santi giorni si auspica che accada qualcosa di così bello che poi si fa fatica a credere sia reale.
“Avevo la possibilità di raccontare i Verdena così come sono, senza filtri né atteggiamenti precostruiti, in un momento topico della loro carriera” afferma il regista Francesco Fei – il primo videoclip, Valvonauta, era il 1999 porta la sua firma – un professionista del settore dell’audiovisivo che ha avuto l’occasione, più unica che rara, di entrare davvero nel mondo della rock band proveniente da Albino (BG) e, mischiandosi silenziosamente nel loro microcosmo ha potuto raccontarne una parte finora nascosta.
Quando uscì il settimo disco dei Verdena “Volevo Magia” era il 23 settembre del 2022. Tutti i fan erano su di giri. Era ormai un’infinità di anni che li aspettavano e, finalmente, quell’attesa così lunga era destinata ad esaurirsi per sempre. La sera del debutto la testata musicale Rockol rese disponibile in streaming dalle 20:30 una versione breve di soli 30 minuti, disponibile su Youtube, di quello che poi sarebbe diventato un domani un docu-film ufficiale della gruppo. Dopo quella prima trasmissione non ce ne furono altre. Non tutti quindi ebbero la possibilità di vedere quell’anteprima così speciale che fu trasmessa un po’ improvvisamente e soprattutto one shot. Per chi invece si era collegato in tempo ed era rimasto incollato allo schermo le prime impressioni a caldo erano state più che positive. Taluni si sono anche sorpresi di quanto si siano messi a nudo in questa occasione. Forse anche i Verdena stessi lo avranno pensato a posteriori.
Di Alberto, Luca e Roberta si sa poco e, quello che emerge dalle interviste è un granello di sabbia rispetto alla loro personalità che va oltre il loro essere artisti coerenti, autentici e apprezzati da critica e pubblico. Da sempre hanno inimicato le attenzioni della stampa. Preferiscono mantenersi lontani dai riflettori. L’occhio di bue è sempre stato solo sul palcoscenico e non dentro le loro case. Quello che si conosce del trio bergamasco è soprattutto legato alla loro musica. Chi li ama non ha mai voluto chiedere troppo e così in tutti questi anni ci si è accontentati del loro essere sempre un po’ assenti. Per alcuni forse un po’ troppo.
“X sempre assenti è diventato quello che volevo che fosse: un film, con una sua drammaturgia e uno taglio realistico e cinematografico al punto da essere un prodotto inedito e molto personale” ha dichiarato il regista Francesco Fei.
Il documentario è stato presentato in anteprima al Biografilm Festival 2023 e, lo scorso venerdì 3 novembre c’è stata la prima proiezione ufficiale a Bergamo, all’Auditorium Piazza Libertà. La pellicola, ancora fruibile in alcuni cinema italiani, è prodotta in collaborazione con Capitol Records e Universal Music Italia ed è distribuita da Lab80 Film.
Il titolo è un chiaro rimando ad una delle tracce dell’ultimo lavoro, la decima, intitolata appunto X sempre assente. Il lungometraggio di 50 minuti accompagna lo spettatore nel corso della vita quotidiana dei tre musicisti le cui giornate sono per la maggior parte del tempo occupate con le prove del nuovo disco. Il girato risale all’estate del 2022. La cornice che fa da sfondo al racconto è la Val Seriana, vicino Bergamo.
Ai fan non saranno sfuggiti di certo alcuni particolari, come ad esempio i copiosi riferimenti ai Beatles, a John Lennon, un’immagine fissa quasi una sorta di santino itinerante, un’ispirazione, una guida, soprattutto per Alberto, su cui fare sempre riferimento.
Ad un certo punto, in un momento di pausa tra una prova e l’altra c’è uno scambio vivace di opinioni tra Luca e Roberta. Il primo sostiene che sarebbe stupendo organizzare un mini tour con un po’ di date in America. “Andare a Seattle sarebbe stupendo!” esclama il batterista. Mentre dall’altra parte la bassista si dimostra ferma sulla sua posizione. Non sono più dei ragazzini e secondo lei non possono prendere e lasciare tutto e tutti così con leggerezza. Come Alberto che è padre, ha due figli maschi, anche la musicista è diventata mamma ed ha tre bambine di cui due gemelle. Cercando di inserirsi nella conversazione tra i due, il cantante cerca di sdrammatizzare intonando un pezzo di una loro canzone: “È un sogno e sì dovrei”. Si tratta di un verso di Chaise longue l’opening act di “Volevo Magia”.
Dopo le lunghe giornate passate dentro la minuscola e disordinata sala prove, intervallate da cene tra amici e dinamiche familiari – adorabile il rapporto di Luca insieme alla nonna – il disco è ormai prossimo all’uscita e si avvicina sempre di più il momento per la band di ritornare a suonare dal vivo tutti e tre insieme.

È curiosa la cura e l’attenzione che i Verdena dimostrano nella scelta della nuova scaletta. Non deve essere troppo sdolcinata ma non deve essere troppo spinta. La data zero – un warm-up al The Cage di Livorno – è la prima prova ufficiale, la data zero, dopo circa sette anni di stop. Ovviamente i biglietti sono stati polverizzati subito. È il 21 ottobre del 2022 e tutti i fan sono pronti per accoglierli calorosamente. Ormai è tutto pronto. “Prima del concerto è il momento più brutto” confida Alberto. “Un po’ di apnea” aggiunge subito Luca. Poi il caos, le luci, le grida si allineano e finalmente arriva come un fuoco amico il loro potente sound.
Si va verso l’epilogo del documentario affidato ad uno dei brani più belli di “Volevo Magia” il componimento Sui Ghiacciai. Una frase d’effetto e di buono auspicio è suggerita da Roberta proprio poco prima dei titoli di coda: “Il rock per come lo intendiamo noi è immortale”. Alla fine in “X sempre assenti” emerge un ritratto così naturale del trio da credere a stento che quella così intima verità sulle loro vite sia adesso così a nudo e accessibile a tutti. Nel profondo delle loro semplici esistenze condotte in questi luoghi isolati – Roberta vive in Val Cavallina, Alberto a Bergamo e Luca a Casale – non manca mai la musica, quell’adorabile compagna che dagli albori della loro carriera, sempre più longeva e solida, li tiene su.




