Ceri Wax – WAXTAPE 2
Recensione del disco “WAXTAPE II” (Undamento, 2023) di Ceri Wax. A cura di Gianmaria Tononi.
Ceri Wax ci aveva già sorpresi con “WAXTAPE” e ora torna con un secondo episodio, cambiato nella forma finale ma non negli intenti e sicuramente non nell’accuratezza e potenza con cui si esprime.
Se il primo lavoro era un viaggio lungo e complesso, 30 pezzi per farci scoprire il suo immaginario, “WAXTAPE 2” arriva con una decina di brani sparsi su 50 minuti, in cui ci dettaglia sempre di più la sua visione della musica e del mondo attraverso suoni e poche parole, usate più come strumento evocativo che per formare frasi esplicative.
In uscita da una scena italiana (e milanese, nel suo caso) spesso statica verso la musica elettronica, con una produzione sempre più copiosa col passare degli anni ma spesso ritorta su sé stessa, riesce a staccarsi in modo definito dando vita ad un suo genere specifico spaccato a metà tra i beat che si alzano potenti e la sperimentazione difficile da prevedere.
Già riconosciuto per talento e qualità da molte persone non nuove nell’ambiente, riesce a dimostrarci tutto in questo secondo movimento tra passaggi delicati o mistici e ritmi elevati quando serve, per farci scoprire un angolo dell’elettronica con cui avevamo poca dimestichezza e al quale non vorremmo piú rinunciare.
Per quanto lontano si spinga non è però mai difficile immaginarsi in un club a muoversi ai suoi ritmi, già da La porta dei sogni e sicuramente con Pensiero energia ma non solo, ci sentiamo pronti a ballare se vorrà accoglierci nel suo mondo e aprirsi ancora di più, sperando continui a farlo anche su disco.




