Paolo Spaccamonti – Nel torbido

Recensione del disco “Nel torbido” (Liza, 2024) di Paolo Spaccamonti. A cura di Fabio-Marco Ferragatta.

Ci sono cose preziose che i genitori ci lasciano in dote, sin da quando siamo piccoli. Magari non troppe, magari meno dei traumi, ma pur sempre preziose. Una delle mie è Blake Edwards e i suoi micidiali film. Partito con “La Pantera Rosa”, che mi ha lasciato l’amore indefesso per Peter Sellers, andato poi a ritroso per scoprire il resto e in avanti, fino alla fine. Tra questi viaggi, “Operazione Sottoveste”, da qui la battuta di Tony Curtis “Nel torbido si pesca meglio” (senza contare il “sommergibile rosa”, ma non andiamo fuori tema). E tipo trent’anni più tardi quella cosa preziosa ne porta un’altra, che traccia un legame semantico, una citazione. Un disco. Un altro disco di Paolo Spaccamonti che non si può ignorare.

Nel torbido” segna un ulteriore gradino nell’ascesa sonora del chitarrista di stanza a Torino, su una scala che porta in luoghi oscuri, quindi forse sotterranei, quindi forse lo spazio, il moto a luogo, sono concetti astratti, quando si parla di Spaccamonti. Lo sentite interpolare diagrammi folkici in sospensioni ambientali che si disfano nel rumore più assoluto lambendo kosmische sensazioni che strappano e svaniscono (Nel torbido), marce in festa funebre in luoghi che la mente non può immaginare (L’amore che strappa, con la banda completata da Enrico Gabrielli e Dario Bruna), raggelanti e raggianti trilli orrorifici che salgono dal sottosuolo per fermarsi a mezz’aria (I sogni non servono) notturni blues in negativo lambiti di amarezza che puoi assaporare se tiri fuori la lingua, chiudi gli occhi e che durano il tempo di un giro di bar (No blues) e strali neoclassici, arie di vita aliena che incrociano l’elettricità al legno senza il divampare di un incendio, se non nel profondo, nel torbido, nel lucore di giorni a perdere (la splendida Ha ragione la notte con Julia Kent).

Ci sono cose preziose che solo gli artisti come Paolo Spaccamonti lasciano in dote. Tra queste c’è “Nel torbido”, un disco che stringe il cuore senza farlo smettere di battere.

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