The Black Keys – Ohio Players

Recensione del disco “Ohio Players” (Nonesuch, 2024) dei The Black Keys. A cura di Riccardo Milasi.

“Ohio Players” (2024), etichetta Nonesuch, è il nuovo album dei The Black Keys. In un Aprile dallo spiccato fermento, Daniel Auerbach (voce e chitarra) e Patrick Carney (batteria) aprono un nuovo capitolo della loro carriera pluridecennale (sono attivi dal 2001), e allo stesso tempo rintracciano ciò che appartiene loro in un contesto brado dove la natura Blues viene infusa a pannello in un rock franco.

Il duo originario del Midwest ci regala nuovi fotogrammi musicali, riportandoci in viaggio e con la mente allo spasso di “The Brothers” e “El Camino”. Aggancio, ponte, dodicesimo passo di un cammino quasi spirituale, capace di ricalcare ogni tratto della band e allo stesso tempo esaltarne l’eclettismo.

This is Nowhere, brano dal groove antico che si agita in una Cleveland sempre più spoglia, apre le danze di un lavoro corale e in cui è proprio la coralità l’asse portante. Un cambio di stagione con bruschi cambi di temperature e ritmo. Chitarre come macchine del tempo che Daniel Auerbach sfrutta magistralmente in arrangiamenti giocosi, casse di risonanza della sua dolce voce, graffiante e sempre più presente, come in Only Love Matters.

I The Black Keys viaggiano e ci portano in mongolfiera, in un tour di emozioni e appassionate collaborazioni, come quella con Beck e Juicy J in Paper Crown. Un abbraccio sentito ai propri fan e ad una libertà di parola, che sia fruibile per tutti.

Ohio Players” è un album intriso di floreali fioriture e tonalità calde, in cui pezzi come I Forgot to Be Your Lover nutrono la mente e i The Black Keys ostentanto con sapienza tutto il loro repertorio. Notevole e gradita novità di stagione, “Ohio Players” richiede solo delle cuffie e la voglia di viaggiare nel verde, sfregandosi le mani alla sola idea di un possibile live.

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