Knocked Loose – You Won’t Go Before You’re Supposed To

Recensione del disco “You Won’t Go Before You Supposed To” (Pure Noise Records, 2024) dei Knocked Loose. A cura di Patrick Dall’O’.

Potremmo sederci attorno ad un tavolo e parlare ore su quale band sia la più violenta / pesante / logorante / innovativa e chi più ne ha più ne metta. Senza ombra di dubbio i Knocked Loose in questo ambito vincerebbero a mani basse, anzi, bassissime.

I ragazzi di Oldham Country sapevano che non sarebbe stato facile replicare, o ancor meglio migliorare, ciò che avevano fatto nel 2019 con l’uscita di “A Different Shade Of Blue”, divenuto in breve tempo uno dei migliori album HC degli ultimi anni, e dopo il rilascio di ben due EP ( “A Tear In The Fabric Of Life” e “Upon Loss Singles”) le aspettative si sono alzate ulteriormente. “You Won’t Go Before You’re Supposed To”, in uscita il 10 maggio, è la nuova creatura partorita dai Knocked Loose.

Il titolo in questione, come raccontato da Bryan Garris, front man della band, nasce dalla sua “fobia borderline” di volare, avvenuta durante un decollo per niente semplice. Il cantante, confidando la sua ansia ad una signora seduta accanto a lui si è sentito rispondere: “You Won’t Go Before You’re Supposed To”, tradotto “non te ne andrai prima del dovuto“.

Queste parole hanno dato il via ad un album massiccio e ben strutturato, in cui la band tocca tematiche nuove e mai espresse fino ad ora, riflettendo su ciò che la fede (o quello ognuno ritiene tale) possa portare ai soggetti che la vivono. Blinding Faith e Don’t Reach For Me sono i primi due singoli estratti e come si può evincere trattano proprio dell’impatto che la religione può avere su di noi.

Non mancano partecipazioni di un certo livello tra cui il front-man dei Motionless in White, Chris Motionless, con la seconda parte di Slaughterhouse (prima parte presente nell’ultimo album dei MIW) e Poppy, presente in Suffocate, pezzo mozzafiato e mozza gambe, nel quale oltre ai soliti riff estremi di Isaac Hale la band ci propone un breakdown “reggaeton” da far girare la testa.

“You Won’t Go Before You’re Supposed To” si presenta insomma come una gigantesca mazzata nei denti in cui breakdown e riff caotici trasportano le urla di Bryan Garris con una fluidità mai vista prima. Con questo lavoro i ragazzi di Louisville hanno aggiunto un’ulteriore tassello alla loro leadership nel panorama Hardcore contemporaneo. Speriamo a breve di rivederli in Italia e di poter gustare questo lavoro dal vivo.

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