Thom Yorke – Confidenza (Original Soundtrack)
Recensione del disco “Confidenza (Original Soundtrack)” (XL Recordings, 2024) di Thom Yorke. A cura di Haron Dini.
Dopo il successo del secondo album dei The Smile, “Wall of Eyes“, non è la prima volta che vediamo Thom Yorke alle prese con una colonna sonora. La sua prima esperienza fu “Suspiria” (2018), seguita dal progetto “Subterranea“, musica che doveva accompagnare le mostre del caro amico Stanley Donwood. Nel caso di “Confidenza“, pellicola uscita nelle sale il 24 aprile per la regia di Daniele Luchetti, Thom Yorke si appresta alla composizione del film thriller/drammatico, donando una sua poetica sonora e sinistra. La lunga colonna sonora racconta i travagli della vita sentimentale in tutte le sue sfaccettature, riconoscendo che la speranza non è sempre accompagnata da musiche epiche. Thom Yorke descrive musicalmente il calvario di una coppia destinata all’autodistruzione, o forse solo di uno dei due.
Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: “Raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Così rimarremo uniti per sempre”. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme. Così, quando Pietro incontra Nadia, si innamora all’istante della sua ritrosia, della sua morbidezza, dopo tanti spigoli. Pochi giorni prima delle nozze, però, Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: “Attento a te”.
Da quel momento in poi, la confidenza che si sono scambiati lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. O è lui che continua a cercarla? Tratto anche dal premiato romanzo di Domenico Starnone, Thom Yorke tesse suoni potenti noir/jazz come in Prize Giving, rumorismi in Secret Clarinet, In the Trees, ed elettronica ambientale in The Big City, che aggiungono al lavoro cinematografico un’esplorazione dell’ambivalenza delle persone e delle relazioni. Con uno sguardo insieme complice e distaccato, e la leggerezza lancinante che possiedono soltanto le grandi visioni e narrazioni, racconta di un uomo inadeguato a se stesso e alle proprie ambizioni. Ma in realtà racconta anche di noi e di quanto sismico sia il terreno su cui si regge la costruzione delle nostre identità.
Che Thom Yorke sappia cogliere l’essenza delle pellicole per cui scrive le colonne sonore si era capito già qualche anno fa in occasione del remake di “Suspiria” a cura di Luca Guadagnino, ma nel caso di “Confidenza” di Luchetti, crea alienazioni e caos sonori che non sono altro che verità invisibili che orbitano nel quotidiano delle persone.




