“L. & R.: l’enigma Lindemann e Rammstein”, l’universo della band tedesca sviscerato nel libro di Alessio Belli

L’intento del libro, ripubblicato in una nuova versione aggiornatissima, è quello di condividere suggestioni e possibilità sulle canzoni scritte da Lindemann e suonate dai Rammstein, un modo per risolvere un enigma che non risolveremo mai, e che proprio per questo ci affascina così tanto.

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Scheiße heiß und gar kein Wind”, canta Till Lindemann della band tanz-metal Rammstein durante Ramm4 a Klagenfurt e i tedeschi, si sa, non bestemmiano, ma a me suona esattamente come le imprecazioni di luglio che emano guardando finestre aperte su cortili abitati da motori di condizionatori che scaldano ancor più l’aria di 40 gradi satura di smog e umidità, bambini urlanti, puzza di cibo mista a sudore e lacrime che potrebbe sembrare di essere nel primo capitolo de “Il Profumo” di Patrick Süskind.

In questa ennesima rovente estate decido di leggere l’interessante libro di Alessio Belli, tra le altre cose redattore di Onda Rock, L. & R.: l’enigma Lindemann e Rammstein, edito da Arcana Edizioni, magra consolazione poiché non andrò a festeggiare i 30 anni della band in una delle date del loro European Stadium Tour 2024 come qualsiasi buon fan farebbe. Devo confessarvi che odio le ricorrenze ed amo i ricordi, vidi la band l’anno scorso e fu così bello che non me la sono sentita di festeggiare niente timorosa di una potenziale rovina di tale Memoria (mentre concludo questo articolo vi posso dire in base all’entusiasmo dei seguaci dei sei musicisti tedeschi e quello dei giornalisti che il concerto svoltosi a Reggio Emilia è stato bello e spettacolare come sempre, le uniche lamentele lette sono state su inquinamento e location).

Ma veniamo al libro, perché questa sarà una lettura piuttosto lunga ed intricata e non voglio farvi perdere nel mio ego da quattro soldi, non ci guadagnerebbe nessuno. Partiamo dal titolo e dalla copertina, due cose che di primo acchito non mi avevano molto entusiasmata. Till Lindemann che spara fumo dall’ombelico con quella sua tipica espressione di scena da “vorrei essere altrove” non è molto accattivante per i miei gusti anche se mi ricorda l’ironico Michael Sowa col suo dipinto dedicato ai Nibelunghi.

sì, ok, qui il fumo e le fiamme non escono dall’ombelico ma sento che odorano di benzina

Da persona noiosa avrei preferito più una foto della band, il titolo invece sembrava davvero troppo carico e poco immediato, ma non appena ho iniziato a leggere le parole di Alessio Belli mi sono immediatamente ricreduta ritrovandomi proiettata nel suo mondo di analisi e teorie tutt’altro che poco entusiasmanti, la curiosità è stata l’emozione trainante e poi, poco a poco, è subentrata la voglia di confronto.

Infatti, l’intento del libro è quello di condividere suggestioni e possibilità sulle canzoni scritte da Till Lindemann e suonate dai Rammstein. Così si vanno a citare testi, analizzando e facendo supposizioni, molte delle quali nel tempo ho fatto anch’io e chissà quanti altri di noi ascoltatori o fan della band. Ma da questo libro non viene fuori solo questo, a tratti si racconta il mondo della Germania epica, devastata, dilaniata, risorta, impantanata nei tabù e nei suoi contrasti. I testi del cantante vengono confrontati con fatti storici e/o di cronaca perlopiù orribili, accadimenti europei che purtroppo conoscevo ma anche fiabe, racconti, politica (non molta ma presente) e filosofia: durante la lettura realizzo come mai per i Rammstein provai un forte amore quasi al primo ascolto 24 anni fa.

Basta guardare la mia libreria per capirlo: è come se fosse la mia cassa toracica, solo che dentro al posto del cuore ed i polmoni ci sono, oltre a vari giocattoli e soprammobili, libri di narrativa, fotografia erotica, arte, fumetti, filosofia e poesie lancinanti ed orrorifiche. Un mix di stupore, meraviglia, grottesco, ironia e tristezza. Buona parte degli scritti che posseggo è proprio tedesca ed è lì da sempre, da quando esisto, proprio come il primo libro ricevuto, “Il Bagno”, stampato da Pestalozzi-Verlag.

libro inequivocabilmente tedesco fin dalla copertina

L. & R.: l’enigma Lindemann e Rammstein di Alessio Belli è un libro che anche solo facendo riferimenti storici e geografici riesce a conferire ai Rammstein una narrativa sensata. Inoltre, il lettore si ritroverà a leggere le parole del giornalista e a percepire la colonna sonora del suo scritto, fatta non solo dei sei musicisti tedeschi, ma anche di chi li ha influenzati, primi su tutti i Laibach -o almeno così viene supposto- con cui forse ha “collaborato” tramite la citazione di vari brani facilmente rintracciabili su YouTube e Spotify.

Visto che viene nominata nel libro, qualcuno la riconosce all’interno di una canzone dei Rammstein?

Si analizza dunque il successo della band che è il fulcro, l’enigma, con una una scrittura pregna di suspence come se invece di uno scritto si trattasse di un documentario di Focus, il che rende la lettura a volte incespicata ma molto più divertente.

Un’altra citazione, stavolta visiva è l’indimenticabile scena tratta da Twin Peaks che a me fece pensare subito ad un danno imminente nella trama della serie.

Una cosa molto interessante di questo testo è l’analisi sul tempo speso dai Rammstein nel creare un proprio inno: Alessio Belli vaglia tutti i brani autoreferenziali ed ingigantiti fino a crearne un mito, arrivando alla conclusione che Rammlied possa essere l’inno definitivo. Ancora una volta si confrontano i sei tedeschi con gli sloveni Laibach, in particolare con su uno dei loro brani più famosi, Geburt einer Nation, paragonandola appunto a Rammlied. Non sono solita a commisurare band, ma condivido molto questo punto di vista, più che altro per lo spirito con cui sono state scritte che a mio parere rimandano al satirico.

La suddivisione dei capitoli è didascalica e tematica, i titoli evocativi completi di piccole citazioni introducono il lettore nell’argomento che verrà trattato. I soggetti più ricorrenti sono la famiglia, rapporti e amore: il giornalista fa notare come legami di possessione e tossici che siano provenienti da parenti o dalla persona desiderata vengono costantemente analizzati dalla scrittura di Lindemann, un esempio calzante citato da Belli è sicuramente Stein um Stein che qui potete leggere in italiano.

In “L. & R.: l’enigma Lindemann e Rammstein” non si esaminano solo le canzoni: ad esempio, nel capitolo “Un carillon sepolto” si parla della copertina e dell’artwork di “Mutter”, creata da Daniel e Geo Fuchs, che vede le perturbanti -per il periodo- immagini dei sei musicisti morti, alcuni anche male, e conservati sotto formaldeide.

Altro lavoro grafico che viene citato è quello di Eugenio Recuenco per “Liebe ist für alle da”: l’autore fa anche parte di una serie di persone tra giornalisti, blogger ed artisti intervistate da Alessio Belli, tra i quali troviamo anche il mio ingranaggio preferito che ha fatto parte di Rammstein e molti lavori di Till Lindemann, ovvero Zoran Bihać.

Un’ultima cena che evoca Eros e Morte come poche altre

In conclusione, L. & R.: l’enigma Lindemann e Rammstein si adatta più ai fan rispetto a chi non conosce la band, la maggior parte delle cose scritte sono più supposte che certe, ma comunque molto interessanti da leggere. Non è una biografia, ma più un testo sulle liriche e non tratta di gossip, anzi, sorvola puntando molto sull’aspetto provocatorio ed artistico della band, la loro evoluzione musicale e di spettacolo.

Il libro, uscito inizialmente nel 2020 ed aggiornato recentissimamente, si conclude con un’aggiunta di pagine riguardanti questi ultimi anni, accenni al sexgate del cantante e paroliere Till Lindemann, le sue collaborazioni, l’album dei Rammstein “Zeit” e, per concludere, l’ultima fatica solista di Lindemann: “Zunge“. Sul finale c’è uno scambio di vedute tra alcuni redattori di Onda Rock su cosa voglia dire oggi prestare attenzione alla musica, i suoi componenti e se sia ancora importante fare recensioni.

Faccio però un piccolo passo indietro e concludo accettando la sfida posta da Alessio Belli in quello che era il capitolo finale di “L. & R.: l’enigma Lindemann e Rammstein” nel 2020: cercare di capire tre dei brani più criptici a detta del giornalista scritti da Till Lindemann. Risponderò un po’ con la mia parte di scrittrice di testi musicali e un po’ con il mio carattere emotivo e chissà se sarò in grado di dare un contributo alla risoluzione di questo enigma rimanendo sempre nell’ambito e nella convinzione che canzoni e poesie, una volta donate all’umanità, non sono più di chi le scrive ma di chi le legge, perché è il lettore che le interpreta a seconda del proprio io.

Das alte Leid, potrei dirvi quale sia il mio di vecchio dolore o rimuginio ma chi non ne ha uno? “Ich will ficken, Nie mehr das alte Leid“: questo è il punto interessante, essendo anche la conclusione del brano, ci sono molti modi di non affrontare situazioni scomode con noi stessi, uno è sicuramente il sesso.

Alter Mann, per me il Vecchio è sempre stato il Tempo. Complice ma anche nemico dell’uomo, il Vecchio lo si incontra nella meditazione ed inevitabilmente ti mostra la tua immagine ma Alter Mann mi ricorda molto se non soprattutto una storia di Hesse, “Der Dichter“, da noi conosciuta come “Il Poeta“.

Frühling in Paris, per me uno tra i brani più belli dei Rammstein grazie alle meravigliose parti di Flake e al testo che lo accompagna, pregno di giochi di parole per narrare una prima esperienza sessuale a tratti violenta ed imbarazzante, in altri dolce ed attesa.

Sarò stata di aiuto? Forse no, ma invito i fan della band ad immergersi nella lettura e dare anche loro la propria interpretazione, proprio adesso che il tour dei Rammstein è finito lasciando un enorme nostalgia nei loro cuori. Scoprirete cose interessanti, avrete sicuramente da ridire su altre, ma vi prometto che sarà impossibile annoiarsi.

Chi siano Flake, Landers, Schneider, Lindemann, Riedel e Kruspe non lo sapremo mai, e allora? Kein Problem! A noi altri è la musica e l’enigma che si porta dietro ad interessare.

Autore: Alessio Belli
Uscita: 26/04/2024
Editore: Arcana Edizioni
Pagine: 224
Prezzo: € 17,50

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