Mabe Fratti – Sentir Que No Sabes
Recensione del disco “Sentir Que No Sabes” (Unheard Of Hope, 2024) di Mabe Fratti. A cura di Davide Bonfanti.
Mabe Fratti è l’alter ego dietro al quale si nasconde una ninfa, una driade, insomma uno spirito in profonda comunione con la natura, e che col suo ultimo disco, “Sentir Que No Sabes”, ha finalmente deciso di rivelare al mondo intero la propria natura di creatura liminale, sospesa tra questo nostro mondo terreno e le nebbie oniriche dell’Oltre.
L’ascolto della sua quarta uscita solista altro non è che il portale di passaggio per una dimensione Altra rispetto a quella della quotidianità in cui siamo imprigionati. Una sottile nebbia eterea sospende ognuno dei dodici brani che compongono il disco, creando un’alternativa nella quale fuggire. Attenzione però, perché non si tratta di una fuga priva di rischi. Tra le pieghe dei mondi che disvela, infatti, si avverte l’annidarsi di un qualcosa di intrigante, corrompente, suadente.
Mabe Fratti, o qualsivoglia potenza ctonia si nasconda dietro di lei, è una figura multiforme, quasi proteica: in un brano ci incanta spingendoci tra le vette del sublime metafisico, e nel brano dopo stuzzica maliziosamente gli istinti più carnali dei nostri corpi. Pantalla azul è l’apice della prima sfaccettatura: un brano soffuso ed essenziale, costruito attorno alla voce di Fratti e ai suoi arpeggi di violoncello accompagnati sul finale da una delicatissima esplosione di elettronica. Il brano ideale per stendersi in un prato ad osservare le nuvole del cielo che passano incuranti sopra le nostre teste. Enfrente, dall’altro lato, ha al suo interno una vibrazione molto più viscerale, con una commistione di elementi black (a noi italiani potrebbe ricordare i mai troppo lodati 72-HOUR POST FIGHT) che avvolge e richiama col fascino di una notte dalle molte promesse. Allo stesso modo, l’apertura di Kravitz è quell’invito sensuale che ci fa venire un nodo in gola, e che ci rende incapaci di negarci alle sue giocose richieste.
Il fascino magnetico di “Sentir Que No Sabes” diventa allora quello di seguirla in un viaggio a tutto tondo, nel quale ogni passo è diverso dal precedente. Allo stesso tempo, però l’accesso a questa dimensione incantata – ma non incantevole – non è per tutti. Arrivarci consapevoli è la condizione necessaria per poter assaporare questa esperienza al meglio.
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