Bear of Bombay – PsychoDreamElectroGaze
Recensione del disco “PsychoDreamElectroGaze” (Shore Dive Records / Waddafuzz! Records / No Me Escucho, 2024) di Bear of Bombay. A cura di Lorenzo Stangalini.
Immagina di essere in piedi, a gambe aperte, sopra una strada divisa in due. Da un lato, sei ad Alexanderplatz, Berlino. Stai fissando la torre, è notte, è inverno e il vento ti taglia la faccia facendoti lacrimare gli occhi. Vedi immagini sfocate dai contorni sbavati, i neon delle insegne sembrano macchie, i fanali delle auto sembrano lasciare scie sinuose. Dall’altro lato, sei a Londra. Stai uscendo dalla metropolitana, hai bevuto parecchio. Sei davanti alle porte del Fabric. Si spalancano. A tratti le immagini corrono veloci, a tratti il tempo sembra fermarsi. Confusione e rumore. Persone e voci ti sbattono addosso; oltre ai loro discorsi, riesci a percepire le loro emozioni.
E poi ci sei tu, in questo momento; proprio sopra la linea che divide questi mondi. Stai fluttuando, in alto. Braccia aperte, occhi chiusi. Percepisci un po’ di un lato e un po’ dell’altro, ma hai comunque un piacevole alito di vento che ti percorre le spalle.
Questo è “PsychoDreamElectroGaze“. Questo è Bear Of Bombay. C’è poco da fare: se ti piacciono i synth, se ti piace il post-punk, il krautrock, la new wave e un’eterea psychedelia, devi ascoltare questo disco. ,Lascia che Lorenzo Parisini (aka Bear Of Bombay) ti prenda dolcemente a sberle con atmosfere 80s e 90s. Ci troverai sentori di clubbing, sfumature post-caduta-muro di Berlino, ritmo, sudore, freddezza glaciale da tavolo operatorio e tepore rassicurante ma tutto suonerà come “fresco”.
“PsychoDreamElectroGaze” esce nel 2024 per Shore Dive Records / Waddafuzz! Records / No Me Escucho ed è mixato e masterizzato a Londra da James Aparicio (Spiritualized, Mogwai, Depeche Mode, Liars, Nick Cave, Cult of Dom Keller). Capirai tutto ciò che ti ho scritto dalla prima traccia; quando sentirai arrivare in lontananza il primo synth di Tears From Space. Lì inizierà tutto.
Movin’ On è il movimento. Il volo ad alta quota, ampia visuale ed ampi spazi. Piccole luci e piccoli palazzi corrono veloci sotto il tuo fluttuare. Phony Love sarà un momentaneo abbassamento, per vivere da spettatore intimo una storia malinconica. Sentirai ripetere: “Living in a cage without love“. Ma di colpo A New Wonder ti ricorda che: “We can fall and then rise up” e il volo riprende verso l’alto. Il loop finale e ossessivo di questo brano ti introduce al concetto di: “There is nothing, there’s nobody keep to stem this flow“. Lo trovi in Close Your Eyes, la traccia sucessiva. Infatti il flusso continua, non lo puoi farmare.
Questo album corre, e scorre, tra colori accesi dai bordi indefiniti e porzioni di buio intermittente. Un alternarsi di dinamiche precise e strutturate. Arrivi a In Dreams, per respirare profondamente ma poi, a gamba tesa, parte Wingless. Il mio brano preferito: ritmo scandito, distorsione e voce eterea ma ossessiva. Certo, The Castle non è da meno ma qui percepisci che siamo in chiusura. Il tuo fluttuare volge al termine.
Giunto a Be Your Blood ti resterà solo una domanda: Lorenzo, mi fai fare un altro giro?
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