Calibro 35 – Jazzploitation
Recensione dell’EP “Jazzploitation” (Record Kicks, 2024) dei Calibro 35. A cura di Imma I.
In un anno ricco di buona musica e di notizie travolgenti non poteva mancare un’uscita dei Calibro 35. “Jazzploitation” (Record Kicks) arriva come un easter egg in pieno autunno, o un regalo di Natale in anticipo.
Il 18 ottobre 2024 le quattro nuove canzoni della band italiana “più cool” degli ultimi anni diventano di pubblico dominio per allietare i momenti di chi si lascerà travolgere dalle sonorità riccamente jazz.
Un incontro forse prevedibile, ma per nulla scontato, quello con l’improvvisazione musicale, come ci tengono a precisare anche Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli e Fabio Rondanini, con la supervisione di Tommaso Colliva. Se è vero che, negli anni, nella loro musica abbiamo avuto modo di percepire contaminazioni e idee da questo genere non era detto però che arrivasse qualcosa di così esplicito, con sonorità così cariche ed entusiastiche, anche se questo non è un disco jazz, ma ispirato dal jazz, come ci fanno sapere dalla nota per la stampa.
In “Jazzploitation” vibrano nell’aria arpeggi, armonie, ricordi sulla scia di Bob James, Lalo Schifrin, Miles Davis e Idris Muhammad.
Le tonalità in chiave assolutamente accesa tengono fede al tratto distintivo dei Calibro 35: la loro egregia esecuzione musicale, un parlato strumentale che fraseggia in maniera cristallina e coinvolgente tra tutti gli elementi coinvolti, il groove che preserva lo stile anni Settanta, sono il tratto distintivo, la firma riconoscibile, di questo nuovo lavoro discografico. Quattro tracce che lasciano il segno, iniziando con Lunedì cinema, il primo singolo uscito a settembre, brano composto per la Rai da Lucio Dalla, e ripresentato in maniera divinamente coinvolgente dal gruppo milanese con la partecipazione di Marco Castello. L’Ep sarà disponibile su tutti gli store digitali, mentre per questa cover dal 15 novembre, si potrà acquistare anche il vinile 7”.
Incontriamo ad apertura dell’Ep, Chaser, un brano di Pietro Umiliani, scritto per la colonna sonora del film noir erotico “Il Corpo” del 1974 per la regia di Luigi Scattini. La canzone è un’immersiva ricerca di tinte jazz funk, con importanti interventi della batteria su un sound complessivo, sottolineato da un accompagnamento con effetto wah wah permanente, che contribuisce a ricreare l’atmosfera enigmatica dei film dell’epoca. Segue poi la reinterpretazione di Nautilus di Bob James, si chiude con Ascenseur pour l’échafaud (Générique) di Miles Davis, canzone dolce e sofisticata nei suoi toni caldi e sensuali, che fu scritta per l’omonimo film di Louis Malle.
I Calibro 35 ci hanno abituati negli anni a importanti lavori musicali spaziando dalle proposte discografiche alle colonne sonore, dagli spettacoli teatrali alle sonorizzazioni, restando sempre fedeli però alla coerenza musicale della loro proposta anche di fronte alla sperimentazione più elevata, proprio tenendo fede a questa loro visione artistica arriva anche il confronto a tu per tu con il jazz, superato egregiamente senza mettere da parte il loro groove, che resta il punto focale della loro proposta musicale.
Ancora una volta la band si attesta tra le migliori del panorama italiano per versatilità ed eclettismo, capacità di stupire e di andare oltre i propri limiti, sperimentando nuove forme di interazione, non solo nella musica stessa, ma anche verso il proprio pubblico che di sicuro apprezzerà la loro voglia di mettersi in gioco e di allargare ancora di più i propri orizzonti.




