Green Day – American Idiot (20th anniversary edition)
“American Idiot” continua ad avere un forte impatto a livello globale proprio per questo: perché scava nel profondo di ogni cosa, prova a svegliarci ed è esageratamente emotivo.

Il tempo passa e “American Idiot”, uno degli album più influenti sulla nostra generazione, ha appena compiuto vent’anni. Da non crederci! I Green Day hanno deciso di celebrarli con una versione super deluxe, che è uscita oggi. La band californiana ha annunciato sul proprio sito ufficiale e sui social la pubblicazione di “American Idiot (20th Anniversary Deluxe Edition)”, ricordando i primi giorni in studio nell’estate del 2004 con il produttore Rob Cavallo.
Nella comunicazione ufficiale si legge anche:
Erano audaci, ribelli e stressati dallo stato del paese in quel momento. “American Idiot” fu creato come risposta al bombardamento quotidiano dei media che lo diffondevano in lungo e in largo, rendendoci insensibili e stanchi, pieno di temi che suonano veri ancora oggi, anche 20 anni dopo. Quando realizzarono questo disco, non potevano prevedere l’impatto che ne sarebbe derivato: 23 milioni di copie vendute, 6 dischi di platino, numerosi Grammy, un musical di Broadway e molto altro ancora.
Nei primi anni duemila, il celebre concept album dei Green Day, soprannominato “punk rock opera”, sale subito in cima alle classifiche e vince tanti premi prestigiosi, tra cui: un Grammy Award come “Miglior album rock”, il premio Billboard come “Best Billboard 200 album group” ed il premio American Music Award come “Best pop-rock album”.
Si può dire, quindi, che “American Idiot” sia il lavoro più ambizioso della band e che sia molto più complesso rispetto all’album “Dookie”, pubblicato dieci anni prima. In quegli anni, il trio punk rock formato da Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tré Cool cambia, matura e diventa più consapevole della realtà che li circonda. Decidono di esprimere al massimo tutta la loro ribellione al conformismo e vogliono criticare apertamente la politica di George W. Bush, la pressione dei media sulla società statunitense e la guerra inutile in Iraq.

La critica parte subito in quinta con il primo singolo esplosivo American Idiot, in cui c’è tutta l’anima punk della band. Il messaggio qui è esplicito e chiarissimo: io non voglio essere un idiota americano (“Don’t want to be an American idiot”), alienato e seduto su un divano assorbendo tutto ciò che i mass media hanno da offrire. I Green Day si riferiscono anche alla propaganda occidentale e vogliono sfatare il mito del sogno americano. Successivamente comincia la storia principale dell’album, che vuole rappresentare la disillusione, la solitudine, la frustrazione e le crisi di identità di chi non riesce ad accettare la realtà di un sistema malato.
È la storia di Jesus of Suburbia, una mini-opera che racconta le folli avventure di Jimmy, un ragazzo della classe medio-bassa (forse alter ego di Billie Joe Armstrong). Il ragazzo vuole essere libero di sognare, non sopporta l’ipocrisia della società, non si sente capito e decide di scappare dalla “città dei dannati” (forse Berkeley, città d’origine della band). Lo ascoltiamo infatti in Holidaycon “I beg to dream and differ from the hollow lies”, una canzone che denuncia soprattutto gli orrori della guerra. Jimmy comincia ad affogare i suoi problemi nell’alcool, è sempre più disgustato dalla società e si ritrova completamente solo (Boulevard of Broken Dreams). Dopo crea un’altra identità per sentirsi accettato, diventa St. Jimmy, ma la sua vita peggiora ed inizia ad assumere sostanze stupefacenti. È la trama che troviamo da Are We The Waiting a Give Me Novacaine, che sono tutti brani collegati da transizioni come tutto il resto della composizione. St. Jimmy poi si innamora di una ragazza ribelle, molto simile a lui e straordinaria, purtroppo però non c’è un lieto fine. La bellissima ragazza senza nome (Whatsername) lo lascia con una lettera a causa delle sue dipendenze (Letterbomb). A questo punto, Jimmy torna a casa col cuore spezzato ed abbandona le sue cattive abitudini (Homecoming).
Nel concept album è presente il tema del dolore. Ricordate Wake Me Up When September Ends, vero? Una rock ballad carica di emotività dal suo primo dolce riff in poi, che Billie Joe ha scritto in memoria di suo padre. La canzone vuole rappresentare anche la sofferenza causata dalla guerra, un forte messaggio riprodotto soprattutto nel suo video ufficiale, diretto da Samuel Bayer.
“American Idiot” continua ad avere un forte impatto a livello globale proprio per questo: perché scava nel profondo di ogni cosa, prova a svegliarci ed è esageratamente emotivo. Sarà davvero interessante, quindi, scoprire i retroscena del lavoro in studio, le idee iniziali della band e le diverse versioni demo.
“American Idiot (20th Anniversary Deluxe Edition)” è disponibile in due diversi formati, uno da 8 vinili e uno da 4 CD, che include: 15 demo di American Idiot, 15 tracce live registrate durante il concerto all’Irving Plaza di New York del 2004, 9 brani live inediti e 14 canzoni che in passato erano disponibili solo come B-sides e bonus tracks. Sarà disponibile anche un documentario di 110 minuti 20 Years of American Idiot, il documentario Heart Like A Hand Grenade, il Mini Gig per BBC: Top of the Pops e l’apparizione al Later.. With Jools Holland.
Che dire, i Green Day hanno creato un progetto musicale intramontabile, ma non solo. Hanno avuto il coraggio di produrre un importante manifesto politico e sociale, che contesta temi purtroppo ancora attuali. Perciò, se non conoscete bene l’album, appena potete cercatelo e leggete un po’ anche i testi. Prendete un paio di cuffie e buon ascolto.

Post Simili
Consigliati dall'AI di Impatto Sonoro

Idoli, falsi miti e idioti: 20 anni di “American Idiot” dei Green Day

Green Day – Dookie (30th Anniversary Deluxe Edition)

“Dookie” dei Green Day compie 30 anni: collante tra punk e pop, un disco generazionale


