Marilyn Manson – One Assassination Under God – Chapter 1

Recensione del disco “One Assassination Under God – Chapter 1” (Nuclear Blast, 2024) di Marilyn Manson. A cura di Imma I.

Credo di poter affermare con assoluta certezza che il 2024 si attesti come un’ottima annata in campo musicale. Soprattutto la parte conclusiva dell’anno ci sta donando grandi soddisfazioni con somma gioia e accoglienza da parte nostra, soprattutto per i grandi ritorni, questo di Marilyn Manson è l’esempio più concreto e calzante da portare all’argomentazione. Per quanto le sue pubblicazioni siano state sempre, più o meno, regolari da trent’anni a questa parte, lo stesso non si può dire della sua creatività musicale che ha subito non poche eclissi, soprattutto negli ultimi anni, complici anche la crescita, i passaggi tra collaboratori e la diversa ispirazione, ma sarà la ricorrenza del trentennale della carriera, o le note vicende vissute, in “ONE ASSASSINATION UNDER GOD – CHAPTER 1” Marilyn Manson si rituffa nel mare delle origini, si ripropone in tutta la sua macabra splendida forma e riprende le tinte e i toni cupi dell’aldilà.

Non che non ci sperassi dopo i primi singoli usciti, ma una cosa è un’aspettativa, un’altra la realizzazione di essa e devo dire che questo nuovo capitolo della storia dell’oscuro Reverendo ha superato anche le idee più ottimistiche, regalando quasi quarantacinque minuti di ottima musica, sapientemente strutturata, mai banale o ripetitiva. 

Tra bombardamenti di batteria della canzone che apre il disco, gli dà il titolo e che è uscita coeva all’album, intro armoniche in No Funeral Without Applause, con un arrangiamento molto in linea con il Manson storico dei primi anni di attività e che ci fa pregustare quello che verrà, con il bel rock marcato e riconoscibile di Nod If You Understand capiamo che siamo di fronte a qualcosa che si rivelerà sempre di più nel corso dell’ascolto del disco. Il singolo As Sicks as the Secrets Within, lanciato come primo in assoluto, si attesta come la canzone più bella dell’album per l’armonia con la quale presenta ben equilibrati tutti gli ingredienti, mentre Sacrifice of the Mass conclude questo lavoro e parla del sacrificio conclusivo: una lunga ballad noir che chiude questo simbolico passaggio negli inferi, attraverso il purgatorio in terra, camminando forse verso la luce del paradiso che immaginiamo arrivare nel secondo capitolo, il quale ci risulta oggi più atteso che mai.

Manson ritorna in tutta la sua forma: la voce non ha perso un colpo, lo ritroviamo ristabilito anche nel fisico, fare musica lo diverte ancora e si avverte, a differenza forse del mondo che oggi gli appare più avverso e cupo che mai.

“ONE ASSASSINATION UNDER GOD – CHAPTER 1” è un album catartico che si snoda tra testi enigmatici e suoni penetranti, ripercorrendo tutta la biografia del cantautore attraverso una danza infernale nelle fiamme degli abissi dalle quali riemerge, come una salamandra, forgiato di una nuova tempra.

Prima di scrivere questa recensione ho chiesto opinioni in giro ai fan storici, non volevo essere di parte trovandolo davvero un album coinvolgente, che merita un ascolto ripetuto, e devo ammettere che ho riscontrato pareri unanimi: è piaciuto, sta piacendo e chi ne scrive lo fa in maniera sincera, coerente, come lo è l’album con il percorso e la carriera del Reverendo, che è tornato per rimettere in riga tutte le sue pecore smarrite. Bellissimo anche l’acquerello che fa da cover all’album. 

The greater the star
The more violent its demise
Maybe it was forced attrition
When you pray you cannot lie

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