“Going Underground”, un viaggio audiovisivo nell’Italia sotterranea con la musica dei Gaznevada
Un ottimo modo per scoprire o riscoprire una delle band italiane più importanti anche a livello internazionale e capire quanto di quel mondo musicale che ci appare tanto semplice e quasi più un hobby che un lavoro, sia in realtà una delle più grandi fatiche umane.

Eccomi qui, ho appena finito di vedere “Going Underground“, il film documentario sui Gaznevada prodotto da Sonne Film e Wanted cinema, diretto da Lisa Bosi.
Il film esce proprio oggi, 24 febbraio, in occasione del Mese del Doc Wanted (al cinema dal 17 febbraio) che vede “una variegata immersione nella realtà contemporanea e i suoi temi sociali e artistici, attraverso l’ottica del cinema d’autore e del documentario, con 6 proposte di qualità dedicate a tutti i cinefili più attenti e curiosi.”
“Going Underground” è il racconto della nascita dello storico gruppo italiano Gaznevada, in cui gli stessi musicisti si narrano senza filtri e al contempo riportano cosa stesse accadendo nella nostra nazione tra gli anni ‘70 e ‘80, il periodo in cui, con non poca fatica, prendevano forma. Si ripercorrono gli eventi a partire dalla formazione storica del loro album più famoso, “Sick Soundtrack“, che tutt’oggi resta al 42esimo posto dei dischi che hanno maggiormente influenzato la musica italiana, secondo Rolling Stone. La narrativa parte dalla presentazione dettagliata di ogni membro della band, dove si indicano i suoi gusti musicali ed i punti di vista, ma anche come sarebbe andato ad unirsi agli altri componenti in una sorta di famiglia dove le dipendenze si consumavano e sostenevano come le gioie ei dolori in un vero e proprio matrimonio artistico non sempre facile.
Si parte dalla Traumfabrik, una sorta di Factory di Bologna, casa occupata dalla band con un gran via vai di persone, nella quale viveva anche il fumettista Filippo Scòzzari. Il luogo diventa un Collettivo e un punto di incontro musicale ed artistico accompagnato dalla droga della quale si parla con assoluta naturalezza e senza tabù per buona parte del film, cercando (e riuscendoci) di far capire allo spettatore quanto quest’ultima fosse una presenza sia meravigliosa che opprimente nella vita di quel periodo storico e in quella dei Gaznevada. Attorno alla fase Traumfabrik avverranno concerti ed incontri con le personalità artistiche più influenti del decennio che si sono incontrate a Bologna, facendoci scoprire piccole curiosità anche divertenti, alle quali si incrociano poi le notizie drammatiche legate alla politica ed alla lotta armata che fanno da cornice al gruppo.
Dagli scontri di strada si passa al momento dello sfarzo e del benessere anni ’80, “scompaiono” le droghe e alle chitarre subentrano gli strumenti elettronici e la voglia di raggiungere il successo è sempre più forte. Vedremo dunque le scelte che i Gaznevada prenderanno in quell’era di totale cambiamento nazionale per arrivare ai giorni d’oggi.
“Going Underground” di Lisa Bosi è un documentario davvero intrigante con una ricca e bella fotografia ed un Found Footage preciso che accompagna i vari racconti.
Un ottimo modo per scoprire o riscoprire una delle band italiane più importanti anche a livello internazionale e capire quanto di quel mondo musicale che ci appare tanto semplice e quasi più un hobby che un lavoro, sia in realtà una delle più grandi fatiche umane.
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