Perfume Genius – Glory
Recensione del disco “Glory” (Matador, 2025) di Perfume Genius. A cura di Eros Iachettini.
Immaginate una stanza da ballo, con molti specchi alle sue pareti e una luce calda che inonda lo spazio attraverso una grande finestra rettangolare. È un luogo di sfogo, ma anche di intimità, di relax personale. Non è un riferimento casuale, vista la passione intrisa nel corredo artistico di Perfume Genius, al secolo Michael Hadreas, all’arte della danza, tanto da comporre un disco per le musiche di una coreografia (“Ugly Season”). Questo luogo avrebbe forse potuto descrivere bene molta della produzione musicale di Perfume Genius (nome che Hadreas adotta dal 2008 e ispirato dal film “Perfume: Story of a Murderer”): eppure, la copertina di “Glory”, uscito il 28 marzo 2025, vede sì un’ampia finestra nel proprio scenario, ma la luce che filtra è poca e più cupa, non riflette in nessuno specchio; Hadreas è riverso a terra, piedi sul vetro, e la stanza di uno studio in penombra: questa scelta pare presagire le tonalità più fosche dell’album, il quale vede un artista maturo al racconto delle proprie inquietudini e dei propri sentimenti.
Sebbene la scrittura di alcuni brani risalga già ai tempi della pandemia, le registrazioni avvengono successivamente nei Sound City Studios di Los Angeles. Qui non sono presenti solo l’artista e il produttore Blake Mills (chitarrista e già produttore di personalità come Fiona Apple, Laura Marling etc.): insieme al proprio partner, nonché co-compositore, Alan Wyffles, c’è un’intera squadra alle sessioni di recording (i chitarristi Meg Duffy e Greg Uhlmann, i batteristi Tim Carr e Jim Keltner, il bassista Pat Kelly, una sua vecchia conoscenza e unico featuring dell’album, Aldous Harding). Da anni stimata personalità dell’art pop oltreoceanico e ormai al settimo disco, Perfume Genius opta per una produzione più collettiva e integrante, alla ricerca di un qualcosa che elevi l’essenza del suo nuovo lavoro.
L’album viene prodotto dalla Matador Records (tra i propri lavori anche Car Seat Headrest, DARKSIDE e Horsegirl) e, intorno alla metà di gennaio, viene pubblicato il primo singolo It’s a Mirror: questo strizza gli occhi alle chitarre più indie rock, con emozionanti muri di suono, e riassume tutti i significati di “Glory”, quali l’insicurezza, la difficoltà, la solitudine. Segue No Front Teeth, dove il duetto con Aldous Harding è azzeccatissimo: i due danzano su un brano intriso di pennate distorte e trame coinvolgenti. La voce di Hadreas fluttua sulle melodie in maniera impeccabile, è il cavallo di battaglia che egli può usare al galoppo nelle praterie musicali, anche con alcuni versi di inaspettata gravità vocale (come l’armonizzazione sulle ottave basse in No Front Teeth).
L’artista condisce con un falsetto riverberato l’ipnotica Capezio, mentre i synth ondeggiano sulla splendida Left for Tomorrow, la quale racconta l’angoscia del vedere una porta chiudersi, la manifestazione dell’allontanamento e il conseguente dolore. L’amore può spingere verso il concetto di cura e alla protezione più pura (la dolce Full On), o verso la rappresentazione concettuale e poetica (Dion) più volte adottata dallo stesso Hadreas (vicina a brani come Jason del meraviglioso album “Set My Heart Fire Immediately”). Non mancano romantiche ballad come Me&Angel, dedicata al suo compagno Alan. Il breve brano finale, nonché title track dell’album, raccoglie il concept addensatosi nella produzione, con una strofa emblematica che rappresenta la divisione e il realismo dell’essere umano, bilanciato su un giro pianistico e degli archi avvolgenti.
Superati i quarant’anni, Perfume Genius è nel pieno della sua maturità artistica e umana, e la sua esperienza lo accompagna in un tetro percorso di autocoscienza: “Glory” è il (settimo) disco di un artista che racconta la difficoltà, la misurazione di sé stessi col mondo, la dimostrazione naturale dei sentimenti: in sostanza, l’ennesima grande prova di un riconosciuto songwriter e compositore, che ha fatto dell’art pop la sua lingua madre ed è tutt’oggi un suo principale esponente.




