Goddess – Goddess

Recensione del disco “Goddess” (Bella Union, 2025) di Goddess. A cura di Maria Balsamo.

Una dea che crea atmosfere di elettronica emotiva.

L’idea di avviare il progetto musicale multisfaccettato, diventato noto come Goddess, è venuta a Fay Milton. La band per cui era stata batterista, il quartetto post punk Savages, era in pausa e, mentre aveva ripreso a suonare in alcune sessioni, sentiva di avere un progetto creativo più grande che stava nascendo dentro di sé. Sapeva, inoltre, che questo progetto si sarebbe incentrato sulla comunità che lei aveva costruito nella scena musicale indipendente di Londra. Dopo anni di pianificazione, scrittura, jam e registrazioni, il debutto omonimo di Goddess con “Goddess” (prodotto dalla Bella Union) è una gamma emotiva di forza e vulnerabilità, verità e gioia. Dieci tracce di post punk, elettronica, indie rock e cantautorato.

“Goddess” è un collettivo artistico, un esercizio di collaborazione e insieme un manifesto musicale. Un cast di vocalist che portano il proprio sapore e i loro stili unici a ciascuna traccia dal punto di vista individuale.

Little Drak feat. Shingai, una passeggiata di notte tra le strade di Londra. Il rumore dei passi scandisce il tempo nei nostri battitti mentre la mente è affollata da domande sul senso della vita a cui stiamo prendendo parte. La voce di Shingai (ex-frontwoman delle The Noisettes) è uno scintillio in mezzo al buio della notte che illumina scenari di sequenze industrial. Sullo sfondo la batteria lenisce l’ansia del nostro passo incerto. Shadow feat. Ex:Re, ombre che avvolgono la notte. Il rimpianto per ciò che è andato perduto trova linfa rigenerante nella forza dell’esistenza. La voce di Ex:re (Elena Tonra), i tamburi di Fay Milton e il piano di Hinako Omori rendono paradisiaco un brano che mette in mostra tutto ciò che dà al progetto la sua identità unica: la maestria di Fay alla batteria, che si agita, è strettamente abbracciata dal basso tremolante di Ayse, mentre la melodia al pianoforte del compositore Hinako Omori scintilla al di sopra delle note.

Golden feat. Shadow Stevie, cover di Grande degli Afterhours. Il brano è simbolo di un profondo senso di ammirazione per le parole scritte da Manuel Agnelli in seguito alla scomparsa di suo padre. Goddess ha voluto onorare la scrittura di Agnelli chiedendo il supporto artistico di Shadow Stevie, insieme i due musicisti sono stati in grado di rendere internazionale un brano dalle melodie malinconiche e sublimi. Diamond Dust feat. Izzy Bee Phillips, scritto in forma collaborativa durante un giorno piovoso. Suoni dolci e romantici rispolverano sensazioni adolescenziali e sequenze sonore del passato di Goddess come la celesta, i cori e il corno francese.

Nei lunghi momenti di pausa dalle Savages, Fay Milton ha potuto intessere rapporti più stretti con i suoi amici e collaboratori musicisti. In questo lasso di tempo che ha visto la realizzazione di “Goddess” si è inoltre dedicata a cause civili: “Intorno al momento in cui le Savages sono andati in pausa, ho iniziato a pensare alla crisi climatica e a rendermi conto di quanto sia esistenziale”. Questa realizzazione ha portato Fay a co-fondare l’organizzazione di attivismo climatico Music Declares Emergency nel 2019, la cui missione è dare sia ai professionisti dell’industria musicale che ai fan della musica una piattaforma per chiedere azioni governative per fermare la crisi climatica.

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