Rosa Anschütz – Sabbatical

Recensione del disco “Sabbatical” (Heartworm, 2025) di Rosa Anschütz. A cura di Fabio Gallato.

Se in giro gli esponenti della scena goth contemporanea provano a tenere il passo con un mondo che nei fatti li supera e di molto in termini di oscurità, Rosa Anschütz si approccia al buio con passo misurato, cercando di trasformarlo in linguaggio personale. Artista e musicista della scena berlinese, nota anche per le sue installazioni sonore e performative, Anschütz sembra voler portare nel suo ultimo disco “Sabbatical” la stessa cura concettuale che vorrebbe nelle sue opere visive.

Si sbaglierebbe a credere che il tono che guiderà tutto il percorso sia tutto nell’opener Eva, un ingresso in penombra tra un basso profondo, un piano ostinato e una voce che avanza tra echi e dissonanze: un puro rituale post-punk, marziale ma non impermeabile alle contaminazioni. Lungo il trascorrere del disco, infatti, si alternano momenti differenti, tra darkwave e sperimentazioni elettroniche, tra quiete e inquietudine, tra intimità e resistenza. In Like Oxblood, Anschütz riduce la forma al minimo: voce, elettronica tagliente, e poco altro, lavorando su un’ossessione, sul peso di una colpa ripetuta fino a diventare un’aura ipnotica. Tacheles, invece, adotta il passo dello spoken word, con voce ferma, quasi documentaria, ma dal retrogusto sarcastico, quasi a scandire il tempo di un gesto politico. E poi Double Cross, un’immersione in un cantautorato oscuro e febbrile, e Fire Lily, immancabile tributo all’industrial, seppur decorticato. Inattesa la chiusa del disco, con il dream pop di Swan Song.

È difficile rifuggire del tutto il manierismo, e Rosa Anschütz si muove pur sempre entro coordinate ben note. “Sabbatical“, però, riesce a farlo con misura: è un disco compatto, che mette alla prova la tenuta di quei suoni nel presente senza scadere in troppa nostalgia o romanticismo. C’è una lucidità quasi clinica nel modo in cui Anschütz tratta il buio, non come rifugio estetico, ma come metodo per indagare la realtà.

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