bloodsports – Anything Can Be a Hammer

Recensione del disco “Anything Can Be a Hammer” (Good English Records, 2025) dei bloodsports. A cura di Joaldo N’kombo.

Dopo aver rilasciato un EP self titled nel 2023, i bloodsports sono giunti con il loro album di debutto: “Anything Can Be a Hammer” (Good English Records). La formazione, originaria di Brooklyn, si è contraddistinta nel tempo per aver viaggiato in maniera promettente su delle ispirate onde grunge, post-hardcore e slowcore. Canzoni come Sky Mall e Carnival mostravano una gran bella capacità nel giocare con le dissonanze, con suoni taglienti e ruvidi, spaziando dal punk allo shoegaze.

Elementi che si ritrovano nella canzone d’apertura di questo primo LP, Trio 1, un brano completamente strumentale dove le chitarre sono protagoniste indiscusse: si parte da questi suoni taglienti e allarmanti che, progressivamente, si fanno sempre più corposi creando un vero e proprio muro di rumore distorto. Si arriva quindi a Come, Dog in cui emerge fin da subito il suono di una batteria minacciosa a cui si aggiungono diverse chitarre che, nel disordine, operano in maniera melodica, distruggendo e creando concitate sezioni di climax. Con Themes si approccia lo slowcore solamente per poi ritrovarsi in una catartica esplosione finale; di diversa pasta è invece Calvin, una trascinante ballata grunge di facile appiglio. I bloodsports, sostanzialmente,sono costantemente sul punto della rovina, dell’aneurisma ma, nonostante ciò, si ha la sensazione che scelgano di non cedere alle proprie nevrosi, esaltando più che altro una sorta di fragilità tumultuosa. Questo anche nell’ultima canzone, Anything Can Be A Hammer: la title track è la punta di diamante dell’album, in essa confluisce tutto il percorso musicale che la band, lungo le tracce precedenti, ha offerto, andando a costruire un brano di sei minuti che, per come Sam Murphy modula la propria voce – ma anche per il generale contorno sonoro -, ricorda un po’ l’Alex Kent di As Lost Through Collision, il primo LP degli Sprain.

Anything Can Be a Hammer” è un album che conferma le cose buone viste fino ad ora dietro al progetto bloodsports. Manca ancora qualcosa, quel quid capace di rendere il gruppo veramente speciale facendogli raggiungere la piena maturità, ma la strada è assolutamente quella giusta e il futuro, nonostante la cupezza di questo LP, è promettente.

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