Cisnienie – (angry noise)

Recensione del disco “(angry noise)” (Autoproduzione, 2025) dei Cisnienie. A cura di Lucio Leonardi.

Ero completamente sicuro di aver trovato la quadra per la top ten di fine anno, dopo che i Maruja mi avevano un po deluso ed i The Necks, Tortoise e gli Smote ( per cui spenderò qualche parola a breve) ne sono  entrati a far parte con i loro meravigliosi come back di qualche giorno fa. I 10 nomi c’erano, era finita, e invece, eccolo qui l’album atto a scompaginare tutto, quello di cui fino a 2 secondi fa non ne conoscevi nemmeno l’esistenza, tanto dell’album quanto del gruppo (e questo è addirittura il loro quarto album a quanto pare).

I Ciśnienie sono polacchi, non hanno chitarra, solo (solo?) sax baritono, violino (suonato con chissà quanti effetti disumani), basso, tastiere e batteria. Quest’album è registrato dal vivo con tanto di applausi (che secondo me potevano essere rimossi), in one take ed è talmente denso e teso da rendere quasi irrespirabile tutta l’aria che ci circonda al momento dell’ascolto.

Immaginate i Godspeed You! Black Emperor con John Zorn al timone ed in mente il parossismo massimalista degli Swans anni ‘10, cioè quelli da The Seer in poi, ed avrete un idea di cosa trovare all’interno di questa meraviglia.

Quattro tracce, lunghe, contorte, intense da far paura, con crescendo ed esplosioni efficaci e mai banali, e volete sapere perché, come detto sopra, scalzano quasi tutti e scompaginano la mia lista di fine anno? Perché come i capolista, gli Swans, sembrano essere necessari, sembrano fare ciò di cui avevo ed avrò sempre bisogno, sanno dar musica a quel tipo di suono che farei anche io, sanno essere ciò che cerco da sempre, emozione pura che fa venire i brividi, cosa non da poco oggigiorno, e quando sembra abbiano raggiunto il picco massimo sanno spostare ancora più in alto l’asticella dell intensità.

Una domanda ora mi sorge: al primo posto della mia top ten ci sono gli Swans, e nessuno li tocca, ma possibile che questi qui possano andargli subito dietro? Risposta: mi sa di sì! 

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