VOWWS – I’ll fill your house with an army
Recensione del disco “I’ll fill your house with an army” (Out Of Line, 2025) dei VOWWS. A cura di Sara Fontana.
Siamo al terzo album per Rizz e Matt, meglio conosciuti come VOWWS, duo che sperimenta il genere definito death pop: un crossover tra darkwave, elettronica industriale ed atmosfere cinematografiche e malinconiche.
“I’ll fill your house with an army“, coprodotto da Billy Howerdel (A Perfect Circle) vede la partecipazione di Josh Freese (A Perfect Circle, NIN, Devo) e James “Munky” Shaffer (Korn).
Fin da subito si percepisce un cambiamento nei VOWWS, pur mantenendo lo stile dark e post-punk che da sempre li caratterizza. Stavolta le parti industriali sono più marcate e ci riportano col cuore tra la conclusione degli anni ‘90 e i primi Duemila -forse anche per le collaborazioni sopracitate- periodo dell’inizio della fine di qualsiasi sogno.
In questo album, la questione si fa matura: il sound passa da essere molto underground e sporco a cupo e più pop. È come se in I’ll Fill Your House with an Army Rizz e Matt avessero scelto la strada definitiva, puntando ancora di più su questa evoluzione. Perfetta la scelta del mese d’uscita, suona giusta per riappropriarsi della notte e della decadenza che si celebra nella festa più odiata dai conservatori cattolici – specie in Italia – Halloween. Questo sound ci accompagna dalla terra dei fantasmi fino alla primavera, quando allo spogliarsi degli alberi impregnati di nebbia vedremo i primi gelidi fiori bianchi apparire su di essi come luccichii nella foschia. Romantico ma disincantato, è un interessante alternarsi tra i cantati sensuali e quelli profondamente cupi che, quando si uniscono, creano un incantesimo dei sensi. È ciò che accade in I never left, che mi ha particolarmente colpita ed esaltata nei suoi suoni opulenti intervallati alla calma dilatata del tempo.
Un’altra canzone che ritengo particolarmente interessante anche nel testo è One Short. In generale ho trovato molto più buona la seconda parte di “I’ll fill your house with an army“ fermo restando che stiamo parlando di un lavoro che ho apprezzato molto dall’inizio alla fine in tutta la sua struttura, tanto musicale quanto lirica.
Questo è un album ben congegnato, dove tutto è calcolato al millesimo: le voci seguono le linee melodiche di sintetizzatori e chitarre, le parti ritmiche sbattono forte o si tranquillizzano per dare un ritmo più emotivo che musicale. Le atmosfere, curate nei dettagli si muovono tra luci ed ombre narrando una storia che nasce dallo scritto e si propaga nell’aria con declamazioni e melodie.
È un album che resta costante nella sua idea e nel suo titolo, ritenuto dai Vowws stessi un Manifesto: “Una dichiarazione inquietante, esaltante e provocatoria da parte di una band che non è interessata ai compromessi”.
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