Subversive Boy – No Mercy for the Bastards
Recensione del disco “No Mercy for the Bastards” (Solium Records, 2025) di Subversive Boy. A cura di Maria Balsamo.
A più di dieci anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, “Rhythm, Noize and Melody?“ del 2012, Subversive Boy torna con un nuovo album. “No Mercy for Tte Bastards”, prodotto dalla Solium Records. Si compone di tracce recuperate da vecchi hard disk, riportando alla luce produzioni live che erano state realizzate in forma esclusiva. Industriale e decisamente dance, l’album fonde batterie pesanti, synth acidi con campioni distorti e texture metalliche, guidando l’ascoltatore tra la tensione, il caos e l’euforia.
Ogni brano è una dichiarazione accesa di anarchica musicale, quella che ha da sempre caratterizzato le sonorità di Subversive Boy.
Con l’intento di provocare e sbalordire il pubblico, Subversive Boy ha tenuto nascosta la sua identità dal 2003 al 2013. Oggi invece getta la maschera e si rivela dietro l’identità di Rolando Torres Martin, artista multidisciplinare e giornalista musicale che continua a creare musica come TЯRS (con un album di debutto su Adventurous Music), e del duo Saintes.Glaces insieme alla cantante e compositrice Lidwine.
I nove brani dell’album rappresentano un viaggio immersivo in una dimensione caotica in grado di atterrire l’essere umano. Brokenhop introduce un groove spezzato che oscilla tra breakbeat e glitch, una struttura instabile e imprevedibile capace di generare un’irresistibile voglia di muoversi. Da questa frenesia si passa alla furia di Freeviolence, dove l’aggressività prende forma sonora: urla soffocate si intrecciano a un ritmo demoniaco e incalzante, creando una claustrofobia uditiva pensata per trascinare l’ascoltatore in una realtà soffocante, quasi senza via d’uscita. Hate Me prosegue il viaggio con un grido elettronico disturbante, in cui bassi ossessivi e pattern ripetitivi mettono a nudo la nostra sensibilità, provocando una reazione intima e criptica. A chiudere, lovetodeath si sviluppa come un trip sonoro fatto di sussurri, allontanamenti e improvvisi riavvicinamenti: atmosfere tese e sintetiche, pad oscuri, impulsi sommessi e grida lontane si intrecciano per costruire il fragile sistema emotivo su cui si regge il climax del brano.
La musica di Subversive Boy continua a mescolarsi con un sound acido ed industriale. Le nove tracce di “No Mercy for the Bastards” attraversano tutte le espressioni dell’elettronica, con uno spirito liberamente anarchico intriso di sonorità immateriali e rivoluzionarie.
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