Hello Cosmos – Come Out Tonight

Recensione del disco “Come Out Tonight” (Cosmic Glue, 2025) degli Hello Cosmos. A cura di Chiara Cargnin.

“Come Out Tonight” degli Hello Cosmos è un manifesto trasmesso attraverso chitarre grondanti di fuzz e un canto simile alla spoken poetry, il messaggio politico della band mancuniana trasuda da ogni nota satura di riverbero e da ogni testo acuminato. Il vocalist Ben Robinson ha dichiaro che l’intento dell’album è quello di “trovare la forza di spegnere gli schermi e andare fuori a sperimentare la vita” e non si è certamente tirato indietro dal ribadirlo in ogni canzone.

Joy Is The Way strappa il silenzio con una chitarra graffiante e una voce che sembra provenire da una stanza vuota o da un luogo isolato, carica di eco, e che ci chiede “Hello?” a ripetizione, domandandoci se siamo davvero presenti o se il flusso ininterrotto di notizie e post ci abbia totalmente inviluppati, tagliandoci fuori dalla vita reale. Siamo sicuri che la vita che stiamo vivendo sia reale? E se avessimo gettato il controllo della nostra realtà nelle mani di grandi corporazioni tempo fa? Il brano prosegue con un groove scanzonato ma determinato, con una batteria che tiene il ritmo come un cuore pulsante carico della rabbia di chi sta osservando una società morire lentamente dissanguata dall’apatia: “Disco is dead/ Punk lost its thread/ Rave needs to be saved/ Rock is rolling in its grave” ci dice la voce prima di domandarci ancora una volta, “hello?”, avete capito la gravità della situazione? Anche la musica rivoluzionaria per eccellenza ha perso il suo taglio politico a causa della gola del capitalismo.

Grind into the Shrine aumenta ancora di più l’abrasione musicale, il ritmo si fa spasmodico e la linea di basso si sente fin nei denti, in soli due minuti e cinquantasei la cadenza di Robinson ci sputa in faccia l’incoerenza della società moderna. Spin the Wheel ci accoglie con una linea distorta da gusto quasi sci-fi che ci mette subito a disagio, ancora una volta il messaggio è chiaro: siamo prigionieri dietro delle sbarre digitali, siamo chiusi dentro i nostri telefoni e ci sembra impossibile fuggire da un qualcosa che abbiamo creato con le nostre stesse mani. La canzone prosegue con un assolo di armonica che aggiunge un colore western ed elettrizzante forse inteso proprio per darci una scossa.

Turn Off the News è un attacco diretto al capitalismo e ai suoi maniati: “Save this land from the creeping authoritarian hands/ From the dark agendas and the erosion of rights, before they come for us in the night.” La voce di Robinson diventa parte del background musicale tanta la distorsione, fin poi a sciogliersi in delle urla logorate che ben rappresentano il sentimento di questo brano, ma il crescendo della canzone non si estingue dopo questo picco bensì continua ad aumentare come un incendio che divampa sotto le parole incendiarie di libertà proletaria e rivolta per poi dilagare inarrestabile con delle chitarre pesanti ed aggressive.

Dopo gli elementi robotici di Echo A27 dove il brano sembra una macchina in fase di spegnimento, dove ingranaggi e pezzi stanno pian piano morendo, FUK ZUK irrompe con un sound se possibile ancora più grezzo e scuro, le chitarre sono acido caustico che corrode denso tutto la base, i colpi della batteria sono fumogeni lanciati ad illuminare il cielo notturno del brano. L’attacco feroce arriva con il primo verso: “Tech companies are terrorists,” “breaking into our homes and desires” e “hell bent on centralizing powers”.
Gli Hello Cosmos non le mandano a dire e questa sincera aggressività è rinfrescante e coinvolgente.

Con Awake & bake arriviamo in un’oasi al centro del caos di “Come Out Tonight”, il tempo rallenta e le melodie si fanno più dolci e la canzone ci ricorda l’importanza della speranza anche in un mondo che sembra crollare e corrompersi di giorno in giorno; gli Hello Cosmos vogliono spingerci a vedere l’orrore della realtà e la morsa del capitalismo ma senza perdere di vista anche la bellezza dell’esistenza: “Give it oxygen/ Give it time/ Give it some hope.

L’album non scade nemmeno nel sentimentalismo e nella nostalgia, non deride le nuove generazioni ma anzi regala un’ anthem proprio per chi sta ancora crescendo con Black Gloss. Con una base synth perfettamente new wave ascoltiamo la storia di un teenager non disposto a moderare il suo stile, quello che ama e come si presenta solo per accomodare ciò che la società vuole; il rossetto nera diventa un altro simbolo di resistenza alla gentrificazione e alla sottomissione sotto la quale il mondo vorrebbe schiacciarci.

“Come Out Tonight” conclude come una notte stellata l’album, forse la battaglia di oggi è finita e la guerra è ancora aperta, ma per ora possiamo ritirarci fra di noi e ricordarci l’importanza dello stare assieme.
Old Friends Know è arricchito da un violino che aumenta la carica emotiva della voce implorante e carica di sentimento di Robinson creando un’armonia da brividi. Il crescendo potrebbe arrivare sulla scena principale o finale di un film coming of age di quelle che ti fanno uscire dal cinema decidendo di cambiare totalmente la tua vita (come poi vorrebbero proprio gli Hello Cosmos).

Il sound post punk di questo album non è nulla di nuovo e anzi, è uno degli stili che va per la maggiore proprio negli algoritmi che la band dispregia; quello che però eleva l’elaborato degli Hello Cosmos è proprio l’intensità e l’intenzione inconfutabile che scorre attraverso tutto il progetto, la band non si è tirata indietro dall’esprimere le proprie convinzioni in modo esplicito. È tempo che la collettività si risvegli e che la musica torni ad essere uno degli strumenti principali con cui fare politica e attraverso la quale esprimere le interazioni con un mondo sempre più distopico, un primo e ottimo passo su questo cammino è certamente questo album.

Post Simili

Consigliati dall'AI di Impatto Sonoro