DECO Music Club – Quei Rami Pesanti
Recensione del disco “Quei Rami Pesanti” (Autoproduzione, 2025) dei DECO Music Club. A cura di Paride Placuzzi.
I DECO Music Club sono una realtà nata a Bologna partorita da Elia Cirelli e Alberto Borsato dopo un incontro casuale idealizzato su internet e reso concreto in una cantina sporca ma con un bel reverbero (come dice Elia). Attivi dal 2017 con qualche uscita alle spalle (“Rami” del 2020). Dal 2020 in poi i due componenti si scindono per colpa della distanza obbligata dalla pandemia che fa fiorire però alcune uscite a nome proprio. Nel 2025 vengono contattati da una produzione filmmaking milanese (Red Sheep) che vuole usare il brano Quei Rami Pesanti contenuto dentro a “Rami” per un video girato dal regista bresciano Rolando Danesi. I due accettano e colgono l’occasione per pubblicare un EP contenente quattro brani composti da metà inediti e metà provenienti dal disco “Rami” del 2020 ma uno rimasterizzato (Quei Rami Pesanti) e uno in versione acustica (Formula).
L’EP si apre con il brano che gli da il titolo. Una chitarra leggera e qualche loop in reverse ci accompagnano fino all’ingresso della voce fortemente suggestionata da quello che gravita attorno a Fine Before You Came e compagnia bella, sia come melodia vocale sia come contenuto rivelandoci una malinconia ricercata che non sfocia per forza in disperazione. Il finale si apre con chitarre distorte e ci fa apprezzare l’hype creato dall’inizio. In Formula, così come nelle successive tracce, si prende la strada acustica che in questo specifico brano risulta molto godibile. Le voci dei due protagonisti si sommano in modo irregolare rendendo questa irregolarità un pregio. Senz’altro la forma acustica enfatizza i testi introspettivi. Irreale è uno dei due inediti dell’EP firmato Elia. L’arrangiamento che sfiora la ballata folk ha sfumature ed evoluzioni intelligenti che valorizzano la parte vocale (c’è un leggero richiamo ai Liquami). L’ultimo pezzo è Che cosa ci fa l’uomo bianco in mezzo alle montagne? anch’essa inedita ma targata Alberto, qui siamo nel territorio di un Toni Bruna che ha ascoltato solo Fine Before You Came per tutta la vita.
In conclusione le venature migliori si colgono nei due inediti dove l’ispirazione è certamente più evidente sia nei testi che negli arrangiamenti, portandoci nei sobborghi di una città sommersa in un lago di montagna. Sperando in un futuro in cui il duo ci consegnerà un long playing bello gonfio.
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