Gorrch – Stillamentum

Recensione del disco “Stillamentum” (Avantgarde Music, 2026) dei Gorrch. A cura di Sara Fontana.

I Gorrch, duo composto dai fratelli Droich (chitarra, basso) e Chimsicrin (batteria, voce, tastiere), tornano in questo 2026 con “Stillamentum“, un album che si alterna tra aperture di brani aspre e martellanti e finali di pienezza rallentata e muri di suono noise non mollando mai l’ascoltatore nel suo sentire le tracce.

Il lavoro proposto dai Gorrch è  ricco di suoni acidi pieni di rabbia e tristezza che picchiano forte e una voce che risale dalla pozza d’odio che risiede nel profondo dei nostri stomaci.

Stillamentum” è rituale, claustrofobico e dissonante proprio come vorrebbe essere. L’unica cosa che viene a mancare è il cantato, volutamente fangoso che si confonde nel magma dei suoni come in genere il black metal fa, così la bella fortezza operistica di feedback finisce per risucchiare la voce invece di mostrarla insieme alla complessità del suono. Un elemento narrativo in più avrebbe dato maggiore profondità all’insieme.

Tuttavia i Gorrch fanno un lavoro gradevolmente oscuro che trasmette una profonda tristezza rabbiosa degna del genere a cui appartengono, in sei tracce con un buono sviluppo che invogliano al riascolto.

Abbassate le tapparelle di casa, alzate lo stereo ed immergetevi in “Stillamentum“, il 2026 è appena cominciato e ne servirà molta di musica di supporto!

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