Manaus – Disappearing
Recensione del disco “Disappearing” (Overdub Recordings, 2026) dei Manaus. A cura di Lucio Leonardi.
C’era un tempo in cui quando m’arrivava una promo di un disco trovavo facilmente il tempo e la giusta attenzione per ascoltare come si deve e poterne scrivere bene. Adesso quel tempo sembra lontanissimo, dopo aver creato una famiglia, lavoro, il tempo per ascoltare si è dimezzato drasticamente, più ancora quello per scriverne. Quindi sono molto più selettivo, sono molto più attento ai dettagli che potrebbero convincermi a spendere tempo in una proposta che mi si palesi davanti, ad esempio la copertina (cosa che da sempre reputo importantissima nell’economia di un album), ed il caso vuole che questo “Disappearing” dei Marchigiani Manaus ne abbia una molto ben fatta e quantomeno affascinante.
Bene, dopo questo preambolo arriviamo anzitutto a dire chi siano i fanciulli in questione: Miriana Santamaria (voce e basso) e Daniel Sick (chitarra) cui si è unita prima Micol Ottina, dopo sostituita da Eugenio Bordacconi alla batteria. Quello che suonano è un qualcosa che sta tra gli Earth più duri, Pentagram, Black Sabbath con incursioni in territori psichedelici e quasi Shoegaze dalle parti di Spaceman 3 ed affini. Quindi oscurità, riff splendidi, altra oscurità, atmosfere sospese, gothic rock, Doom e qualche atmosfera post Metal, rimandi alla tradizione americana, distorsioni che avvolgono tutto e rapiscono nella loro maestosità.
Un album che sicuramente non aggiunge nulla di nuovo, ma pregno di così tanta personalità da ergerlo al di sopra della media. Unico punto debole, a mio avviso, la voce di Miriana ed il suo timbro a parer mio poco incisivo, troppo pulito ed educato e con un inglese un pochino maccheronico. In alcune parti funziona benissimo, in altre un pò meno. Ma sono piccolezze per un disco comunque ottimo e ben fatto.
Avanti così ragazzi.
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