
Calliophis – Cor Serpentis
Recensione del disco “Cor Serpentis” (Solitude Prod, 2017) dei Calliophis. A cura di Giovanni Capponcelli.

Recensione del disco “Cor Serpentis” (Solitude Prod, 2017) dei Calliophis. A cura di Giovanni Capponcelli.

Recensione del disco “Visions” (Atypeek Music, 2017) dei Terebenthine. A cura di Giovanni Capponcelli.

Recensione del disco “The Universe By Ear” (Czar Of Revelations, 2017) dei The Universe By Ear. A cura di Giovanni Capponcelli.

Recensione del disco “Go Fast” (Atypeek Music, 2017) dei Noyades. A cura di Giovanni Capponcelli.

Un “jingle-jangle morning” (Low Birds… o low Byrds, magari…) che sta tranquillamente immerso fino al collo nella Gran Bretagna di metà anni ‘60. Triangolazione tra la nascente psichedelia semi-acustica di Donovan, del Lennon di Revolver, del Syd Barret più lucido; poi la filastrocca in minore di Ray Davies e l’ombra cinese di uno stralunato folksinger […]

Black metal del rumore, senza compromessi di sorta. Un caos senza foga, fatto di fragori industriali che si muovono in una stanza opaca, minimamente interrasti alla costruzione di pattern e progressioni, disgustati dalla melodia. Estremo e parossistico, un ascolto disturbante, cacofonico, una musica per macchina metallica che filtra il sartiame disconnesso da Merzbow, Current 93, […]

L’avamposto tra onde eteree dei Blueneck è un post rock che sa di tribù digitale. Terreno ed atmosferico allo stesso tempo, incorpora i sound soffici di un lounge rock depresso ma ancora percorso da scosse di elettricità, variopinto di un’elettronica che sta tra Mogway, i meno ispirati U2, i Radiohead ed un retrogusto da fantascienza […]

Un’unica pièce di 46 minuti che scorre tra una sequenza e l’altra, una narrazione di sviluppo teatrale, colonna sonora per un horror invisibile di sventramenti assortiti. Martin Lang, il nome dietro al marchio, è musicista, pittore e poeta, insomma artista eclettico e trasversale, alla ricerca di contaminazioni stravaganti. Qui elabora un flusso per intromissioni concrete, […]

Catharsis, il lungo dialogo amoroso tra il Mare e la Luna, chiude il secondo episodio del progetto blackgaze romano; lo fa con innegabile grandeur melodica, come l’atto unico di un Tristano per teenager ai primi tormenti d’amore. È il sigillo su un Lp che trascorre a ritmi placidi, tra notte e foschia atmosferica, un po’ […]

Boschi spogli alla fine dell’autunno. La maratona ipnotica del trio corazzato scatena un metal da fondisti intemerati dello strumentale fuori scala; Earthless con incupimenti da Sunn O))); Kyuss con le proporzioni degli Earth di Hex. Non stupisce che il leader e chitarrista Nate Hall, già con gli U.S. Christmas, abbia frequentato la Neurot Records prima […]

Costruzioni per rumore materico, matasse di elettronica minima, il colpo analogico di una batteria che balbetta e singhiozza sul ricordo lesionato del derelitto 4/4 rock ‘n’ roll, di cui rimane solo un guscio svuotato (Blue Noise, Black Lake). Dentro, i Radian ci infilano una fittissima rete di cluster microscopici, di sincronizzazioni al centesimo di secondo, […]

Con agilità ed arguzia, tre dopo Asa Nisi Masa, il Collettivo Ginsberg (nomen-omen) segue il filo sottile che unisce il battito “tropicalia” del Sudamerica caraibico (Perez Prado ad esempio), il blues decostruito di Tom Waits ed un dada-folk fatto di cut-up e punti di vista incrociati; che unisce un carnevalesco erotismo felliniano all’immaginario sex & […]

Batte forte il cuore ritmico del duo forlivese; batte forte e si fa spazio in un bel muro di suono fatto di tenui fondi elettrici sverniciati da una valanga chitarristica erede del più robusto dei Britpop a rima baciata (Oasis, per esempio). Uno shoegaze ‘n’ roll in cui, lontano dalle perenni malinconie scozzesi, si cela […]

La gang di doom-doom-doom-doom, catatonico, per un headbanging sfasato al rallentatore, viene da Goteborg e pesta forte sul volume e sul rimbombo di un tempo impeccabile, invariabile, impassibile. Guerreggiano in una sfida impari tra invasori astrali e falangi macedoni, folgorati pure loro sulla via di Jerusalem, quella degli Sleep, non rinnegano il sound macilento e […]

Ha la forma di un perenne climax, al culmine del quale ti aspetti sempre debba esplodere la N.I.B. dei Sabbath o la Asteroid dei Kyuss; invece la tensione si scioglie in scenari grigiastri e nebbiosi da bassa padana, anche se le accelerazioni e i le riprese di Rundweg sono pregevoli. Eppure, nelle parti più meditabonde […]

Quello che traluce dalla nebbia siberiana è l’ombra di una rovina antica. Una mestizia di solitudine, stupore ed impotenza, incarnata in un tortuoso dark doom prestato dai My Dying Bride, ma facile al suono splendete, melodico e tirato a lucido delle chitarre da metal radiofonico degli anni ‘80. Un’ambiguità che crea una curiosa distorsione temporale, […]

Classe ‘89, volto da ragazzo, sguardo appena triste. Ma è con assoluta naturalezza che Benjamin Francis Leftwich si porta addosso tutta la lunga tradizione cantautorale britannica, da Donovan e Nick Drake, passando per Neil Halstead, fino a Neil Hannon, Damien Rice ed al Conor O’Brien dei Villagers, tutti disposti ordinatamente in fila come in un […]

Sotto una luna che flirta con le blue note alcoliche di Amy Winehouse, all’incrocio di una nuova Haight-Ashbury in un impronosticabile nord est tutto italiano. O in una necropoli Incas apparsa come in un vecchio sogno dai colori sbiaditi. Sono coordinate della memoria quelle in cui si colloca la distorsione acida dei Mother Island. Nella […]

Come si sta al quinto Negroni tracannato dopo la terza canna della serata? Più o meno come durante l’ascolto di questo Primordial Dominion. Cioè bene; bene a parte il male alla testa e quella certa nausea incipiente. E quegli elefanti rosa che scorrazzano sul parabrezza. Hawkwind quanto Entombed; Kyuss quanto Burzum. Alzare il volume, grazie! Fate […]

Le notti nere. È un esistenzialismo sotterraneo malato di solitudine ed abbandono che dipinge di nero il post rock di questa band parigina, alla seconda prova dopo il robusto Motions. Di nuovo si scontrano le due anime metal ed alternativa dei componenti del gruppo: embrioni dei primi Cult che si scambiano occhiate insonni coi Mogwai […]

Gli stregoni del suono vengono dai ghiacci; che siano i Sigur Ros, o il più barbarico Glerakur. Il nome di battaglia nasconde l’islandese Elvar Geir Sævarsson, un progettista musicale già titolare di lavori a suo nome e factotum anche negli Hellvar. Il progetto Glerakur, un ensemble aperto di post rock che può comprendere fino a […]

Matteo Guarnello e Lorenzo Pompili hanno costruito questo bipolare “black & white metal”, mesto ma melodico, depresso quanto scintillante nel suono, ipnotico ma linearissimo, facile al minimalismo, a tratti diluito da un dark ambient da camera; una camera chiusa a chiave, dall’interno, mentre si sta sdraiati sul letto faccia in giù dopo l’ultima delusione. Propenso […]

Dopo l’ascolto di una stranezza come il secondo album degli ICSIS è difficile pensare che dalla Francia possa arrivare, nello stesso momento, qualcosa di ancora più “drôle”; ma evidentemente gli scantinati della Atypeek e della Becoq sono ben riforniti di bizzarrie assortite. L’astrattismo primitivista di questo classico power trio chitarra-basso-batteria potrebbe essere la trasfigurazione di […]

Dietro il nome di battaglia di Misery si celò per anni Paul Kenney, l’abrasiva chitarra di Mistress e Fukpig, brutali gruppi grindcore/crust di Birmingham che in tempi non troppo lontani misero a segno qualche bel numero (In Disgust We Trust i primi, Spewings From A Selfish Nation gli altri). Raschiando tra le loro ceneri, esordiscono […]

Recensione del disco “Pierre Vide Eau” (Atypeek Music, 2016) degli ICSIS. A cura di Giovanni Capponcelli.