
Intervista ai VETRONOVA
Da poco usciti con il disco di debutto “Durante”, i Vetronova, giovane trio proveniente da Varese sono un universo di post-rock, psichedelia, noise e hardcore.

Da poco usciti con il disco di debutto “Durante”, i Vetronova, giovane trio proveniente da Varese sono un universo di post-rock, psichedelia, noise e hardcore.

Autori di un ep d’esordio tanto acerbo quanto intrigante, i teatini The Suricates sono giovane quintetto alle prese con un complicato compito, quello di cercare di ridefinire gli argini di un post-rock che sembra sempre aver detto ormai tutto e che poi, puntualmente, riesce ancora a stupire. Siamo andati a fare quattro chiacchiere con loro per capirne di più.

“I Love My Label”, che prende il titolo dalla bellissima canzone di Nick Lowe, vi accompagnerà ogni primo venerdì del mese alla scoperta di un’etichetta indipendente, di chi e cosa ci sia dietro: sacrifici, soddisfazioni, vittorie, sconfitte, persone splendide. Si comincia con il progetto In The Kennel della Goat Man Records.

Tra navigazioni post HC alla Fugazi, violenza hard rock in pieno stile AC\DC e ricordi del punk ‘80 come quello dei Contrazione, i Titor sembrano essere il cavallo giusto su cui puntare per una rinascita della scena di Torino?.

Nell’epoca delle Pussy Riot e di un femminismo che svende la propria dignità in cambio di una comoda posizione in cima alla piramide posticcia dello showbiz, capita che Lilia, 23enne cantautrice pescarese, scelga di sussurrare tutto il suo amore per la musica e per la lingua francese in un disco esordio, “Il Pleut” , che è un bell’esempio di folk e soul come in Italia forse manca da un bel pezzo.

Gli Zeus! sono in due, e non sono due qualsiasi: Luca Cavina (Calibro 35) e Paolo Mongardi (Il Genio, Jennifer Gentle), al di fuori dei numerosi impegni istituzionali, si sono inventati e cullati, una bizzarra miscela di punk schizoide e noise progressivo. Robe da far impallidire anche i più avvezzi al genere. Abbiamo cercato di capire come in realtà gli Zeus! siano riusciti a far breccia anche e soprattutto nei cuori dei non avvezzi al genere. Intervista a cura di Nicolas J. Roncea.

Le sue parlano di viaggi nell’inconscio, di astronauti senza sonno, di riflessi nello specchio, di bambini senza volto, di ombre, di ricordi in parata, di incubi e di fantasmi. Ogni canzone è il capitolo di un unico racconto scritto per trasmettere qualcosa di vitale. All’anagrafe risponde al nome di Jolanda Moletta, a noi, e a tutti, piace ascoltarla, conoscerla e chiamarla solo Jolanda. A cura di Nicolas J. Roncea.

Nell’epoca dei Vasco Brondi, dei Dente o di chicchèssia, ci piace davvero rimanere aggrappati anche alla bizzarra e salvifica aura di Bob Corn, cantautore modenese acuto, semplice e spontaneo come la musica che suona, fatta da una chitarra e da una voce timide e decise, leggere e malinconiche, uniche e sincere, come poche altre cose della nostra Italia sempre alla rincorsa di numeri e di mode. Intervista a cura di Nicolas J. Roncea.