Dj Fastcut – Dead Poets

Quello appena terminato è stato un anno davvero pregno di uscite hip hop tricolore di livello medio/alto, tra le quali rientra necessariamente “Dead Poets”, anche se last minute per via dell’uscita a metà dicembre, con Dj Fastcut quale selezionatore di una sorta di rappresentativa sperimentale rap, tante sono le tipologie di mc presenti. Si parte […]

Quello appena terminato è stato un anno davvero pregno di uscite hip hop tricolore di livello medio/alto, tra le quali rientra necessariamente “Dead Poets”, anche se last minute per via dell’uscita a metà dicembre, con Dj Fastcut quale selezionatore di una sorta di rappresentativa sperimentale rap, tante sono le tipologie di mc presenti.

Si parte infatti da Roma per toccare tutte le parti dello stivale, senza poi alcuna distinzione di crew, età, flow o stile. La vagonata di interpreti presenti non nuoce per nulla al gioco di squadra grazie alle mutevoli tattiche alias strumentali di mister Fastcut, in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche tecniche e temperamentali di ogni singolo elemento.

Poi, certo, se ad una intelaiatura sonora pregevole, eterogenea e iper curata affianchi tra gli altri Danno, Willie Peyote, Claver Gold, Kento, Moder, Lord Madness, Murubutu, Rancore, William Pascal, Suarez, Er Costa e, giusto per finire in ordine alfabetico, Zampa, il prodotto non può che essere un top di gamma.

E così effettivamente è. Bel disco.

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