Kreator – Gods Of Violence
Recensione del disco “Gods Of Violence” (Nuclear Blast, 2017) dei Kreator. A cura di Damiano Gerli.
Considerando l’apertura con la militaresca Apocalypticon e il video sanguinolento che anticipava l’uscita dell’album, penso fosse lecito aspettarsi qualcosa di particolarmente violento e diretto sul nuovo album dei Kreator, il quattordicesimo della loro discografia. C’è quasi da non crederci, la band teutonica continua imperterrita a sfornare album dal 1984: non che siano i soli per carità, ma ascoltando il nuovo lavoro c’è ancora più da sorprendersi.
Gods of Violence non sembra dimostrare alcuna stanchezza da parte di Petrozza e soci: fin dalla partenza con l’ottima World War Now siamo in territori familiari per chiunque li abbia già bazzicati, ma per nulla noiosi né scontati. Quindi, immagino sappiate cosa aspettarvi: ritmi forsennati, assoli a manetta e un Petrozza vocalmente in ottima forma che strilla e sbraita ovunque.
Eppure, i quattro non mancano di prendersi un paio di possibilità per uscire dagli schemi dell’aggressività a tutti i costi: la seconda parte del disco inizia a impiegare soluzioni sempre thrash ma meno forsennate e addirittura la chiusura con Death Becomes My Light è puramente melodica, senza strilli di sorta.
Qualche sorpresa ci attende anche nelle intro dei vari pezzi, in gran parte inutili come sempre, ma l’acustica e il sitar nella title track le metterei sotto la categoria “piacevoli sorprese”.
Ovviamente nei testi troviamo la solita attitudine da estrema sinistra che ha sempre caratterizzato i nostri, lanciandosi contro il totalitarismo, guerra, omofobia e quant’altro. Una perfetta colonna sonora per l’amministrazione Trump, dite?
Tra Sodom, Destruction e Kreator, possiamo stare tranquilli che il thrash metal teutonico non abbia alcuna intenzione di mollare il dominio mondiale. Mi preme dirlo, chi ancora perde tempo con i Metallica sperando di ricavarne brividi simili, continua a commettere un grave errore, ma è ancora in tempo per redimersi. Più crauti, meno hamburger. JA!




