Pulled Apart by Horses – The Haze

Recensione del disco “The Haze” (Caroline, 2017) dei Pulled Apart by Horses. A cura di Fabio Caliendo.

I Pulled Apart by Horses (PABH) vestono sempre uguale. I Ramones hanno basato la loro fortuna proponendo sempre la stessa formula vincente nel tempo, senza mai essere banali, questo però non è il caso dei PABH, che hanno esaurito la loro carica già dopo il primo album. Il loro arrancare li ha portati al quarto album “The Haze”. A loro favore bisogna comunque riconoscere il lavoro svolto sul suono e sulla forma delle loro tracce, che nel tempo si è affinata, limando gli angoli più ruvidi dell’esordio per raggiungere un livello d’intensità che è il loro solito pugno nei denti, stavolta però tirato indossando un guanto di velluto.

L’album apre con The Haze, traccia dal suono compatto e ben costruita ma senza un motivo d’essere preciso cui segue The Big What If. Qui le cose cominciano a farsi un po’ più interessanti, sicuramente è tra i pezzi più accattivanti del disco, in alcuni punti strizza anche un po’ l’occhio agli ultimi Nirvana. Hotel Motivation fa pensare che i ragazzi siano riusciti a imboccare la strada giusta nonostante l’alta velocità, un’impressione questa che però dura poco. La successiva Prince of Meats ci mostra la verità dei fatti, i Pulled Apart by Horses continuano a impantanarsi nei soliti suoni e riff urlati che mancano di originalità.

Il disco scorre senza sorprese fino a Flash Lads dove i PABH scoprono una sensibilità Power-pop inedita in precedenza. Malgrado ciò, fino alla fine dell’album, i PABH si rifanno alla loro forma classica con qualche buona traccia da evidenziare come Moonbather e My Evil Twin.

In definitiva i Pulled Apart by Horses hanno fatto di nuovo il loro compitino con “The Haze”. Non hanno dato nulla di nuovo alla fiorente scena musicale di Leeds. Con i PABH resta l’amaro in bocca, perché i ragazzi hanno un grande potenziale che non riesce a esprimersi appieno. Sono intrappolati in una gabbia fatta di punk e hardcore, da cui non riescono o non vogliono evadere, un vero peccato.

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