Deerhoof – Mountain Moves

Recensione del disco “Mountain Moves” (Joyful Noise, 2017) dei Deerhoof. A cura di Nicolae Munteanu.

Ai Deerhoof è sempre piaciuto divertirsi. L’hanno dimostrato con il frenetico noise pop di “Apple O’” nel 2003, o con “The Magic” dell’anno scorso, registrato in una settimana in un ufficio abbandonato nel deserto del New Mexico, e si nota anche nel nuovo “Mountain Moves“, il loro lavoro più recente: hanno chiamato più gente possibile del loro circolo musicale, artisti dai generi più disparati, con l’idea di creare un disco variegato ed estroverso ma con il tipico sound legato al nome Deerhoof.

Tra gli otto ospiti, alcuni dei quali hanno contribuito fisicamente, mentre molti altri via internet, quelli che spiccano come più originali sono Awkwafina, che sparisce dopo aver lanciato una strofa hip hop, Matana Roberts, che colora la title track con il suo sassofono, e la coppia Chad Popple / David Hoff che si cala in un’improvvisazione non dissimile a quelle del free jazz.
Tutte le feature di cui sopra hanno comunque una propria personalità e funzionano bene all’interno dell’album. Sono presenti inoltre tre cover, tra le quali una discutibile rendizione di Small Axe di Bob Marley e l’inno alla vita dell’ eroina popolare Violeta Parra.

Mountain Moves” è un melting pot di influenze e culture diverse, un po’ per dimostrare al mondo di saperci fare, e un po’ per sbizzarrirsi facendo qualcosa di creativo ed originale. Sono presenti sia alti sia bassi, ma tutto sommato sarebbe capace di far ricredere anche la gente che, a sentire le parole “indie rock”, storce il naso: questo grazie a riff deliziosi, melodie orecchiabili ed un’aria di freschezza che permea ogni canzone.

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