Byron Westbrook – Confluence Patterns
Recensione del disco “Confluence Patterns” (Umor Rex, 2018) di Byron Westbrook. A cura di Umberto Gallesi.
Cinque brani di musica elettronica e sperimentale allo stato puro, creati da Byron Westbrook per Umor Rex.
“Confluence Patterns“, questo il titolo del lavoro è un Ep particolare, per amanti del genere e dove tutto è imprevedibile e per niente scontato. Un sound ricercato e inusuale in pieno stile sperimentale fa di questo lavoro un progetto di tutto rispetto.
A Continuous Slip apre le danze senza picchi di grinta o energia, ma tutto tenuto è sotto controllo a livelli minimali, così come la seconda traccia Drifting Well/Percepition Depth, fatta di suoni ai minimi termini che creano atmosfere suggestive e quasi surreali, graffiate dai suoni che Byron ha saputo sapientemente scegliere. Fractal Shift II, il brano centrale, ci omaggia di spunti melodici e cristallini, così da rendere ancora più originale la proposta. Ci avviamo verso un finale, scuro e corposo con l’innesto di un synth che rende l’aria tetra e intensa, a creare un unico sound e quasi inquietante, atmosfera rincarata ancora di più con l’aggressiva Glorious Mess.
Se siete amanti e soprattutto intenditori, allora questo breve viaggio farà al caso vostro, bello e soprattutto originale.




