Nevica – Tengo
Recensione del disco “Tengo” (Area 51 Records, 2019) di Nevica. A cura di Tommaso Mosole.
“Tengo”, oltre ad essere il protagonista di “1Q84”, celebre opera dello scrittore giapponese Murakami, è il nuovo disco di Gianluca Lo Presti. Produttore e discografico affermato, si fa cantautore con il progetto Nevica, che nasce dai suoi due precedenti lavori, “Nevica su Quattropuntozero” e “Nevica Noise”.
L’album si apre con Il Nostro Suono, che subito ricorda le sonorità del buon rock alternativo degli anni ’90/2000. Un basso acido ed esplosivo trascina gran parte dei brani, avvolto da un’atmosfera oscura fatta di synth e distorsioni di chitarre parallele. In tutto questo la voce racconta storie vissute, gioie e dolori provati dall’artista che si fondono con le vicende di Tengo, intellettuale trentenne innamorato di Aomame, l’altra protagonista del libro.
Rabbia ed inquietudine si susseguono traccia dopo traccia, attraverso linee vocali insistenti e voci fuoricampo, come in Tina e Swaraj, o suoni aggressivi, come in Tengo (Ghost writer). Il disco si chiude con Ghiliachi, canzone più dolce rispetto a quelle sopra citate, ma non per questo meno malinconica e triste. Sono questi i sentimenti che prevalgono e proprio per tale motivo, non si tratta di un ascolto facile, che suscita allegria e spensieratezza.
In “Tengo”, si percepisce molto dell’artista, che con gran cura e sapienza musicale (produzione e mix impeccabili), ci offre uno scorcio del suo pensiero, alla luce dell’opera dello scrittore nipponico. L’unico timore è che l’ascoltatore che non abbia letto quest’ultima, possa non comprendere quanto basti il lavoro di Nevica. In ogni caso, si tratta di un disco tecnicamente perfetto, e su questo non c’era alcun dubbio, vista l’esperienza da produttore del musicista di Ravenna.
“Tengo” è forte, sincero, scuro, originale. “Tengo” è un’opera vera, ma va compresa.




