The Mighty Mighty Bosstones – When God Was Great

Recensione del disco “When God Was Great” (Hellcat Records, 2021) dei The Mighty Mighty Bosstones. A cura di Giuseppe Loris Ienco.

Fa sempre piacere ascoltare un nuovo album dei Mighty Mighty Bosstones, indomabili veterani dello ska punk a stelle e strisce. “When God Was Great”, la loro undicesima fatica in studio, ce li ripresenta in un buono stato di forma, nonostante la quasi totale assenza di scossoni o guizzi di originalità. Difficile però chiedere di più a una band che, in quasi quarant’anni di carriera, ha regalato innumerevoli gioie agli amanti di chitarre in levare, ritmi scoppiettanti e variopinte sonorità dal gusto estivo.

È vero: i fan del genere, dopo i fasti della terza ondata e l’esplosione europea di inizio millennio, si sono ormai ridotti a uno sparuto gruppetto di vecchi nostalgici. Tuttavia, non è da escludere la possibilità di una forte ripresa: la fine della pandemia, che prima o poi dovrà pure arrivare, porterà con sé un entusiasmo tale da far riemergere quella voglia di spensieratezza, divertimento e leggerezza che è da sempre prerogativa della musica ska.

E allora già mi immagino migliaia e migliaia di convertiti al sacro verbo dell’offbeat scatenarsi sotto al palco dei Mighty Mighty Bosstones, mentre la sezione fiati si infiamma sulle note di M O V E e Bruised o Dicky Barrett e la sua gang di coristi si gettano nei contagiosissimi ritornelli di Lonely Boy, The Final Parade e dell’eccellente What It Takes, che in certi passaggi sembra recuperare la lezione dell’antico 2 tone britannico.

Nel mezzo di tanta luce, purtroppo, anche qualche ombra: in patria la superficialità con cui viene affrontato l’omicidio di George Floyd nel testo di The Killing Of King Georgie (Part III) ha fatto storcere il naso a più di una persona, trascinando i poveri Bosstones in una shitstorm di proporzioni epiche. Se la sono cercata? Direi proprio di no: il caso è stato ingigantito fino all’esagerazione, come spesso accade quando si va a colpire la sensibilità dei paladini del politicamente corretto.

Il brano in questione, seppur privo di una chiara condanna nei confronti delle azioni della polizia, è un chiaro attestato di stima nei confronti degli attivisti del Black Lives Matter. I contenuti sono un po’ generici, forse persino un pelo inconsistenti; ma, in fin dei conti, è davvero così importante? Non è che uno mette sul piatto un disco dei Mighty Mighty Bosstones per ricevere delucidazioni su come vanno le cose nel mondo.

Uno spassosissimo diversivo a metà strada tra ska e punk rock: se vi accontentate di questo, le quindici tracce di “When God Was Great” sapranno farvi comparire un bel sorrisone sulla faccia. 

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