Green Jelly – Garbage Band Kids
Recensione del disco “Garbage Band Kids” (Cleopatra Records, 2021) dei Green Jelly. A cura di Andrea Vecchio.
Dalla California tornano i fanatici dell’horror rock che diedero vita al progetto Green Jelly, quasi quarant’anni fa. L’ultimo album pubblicato, intitolato “Musick To Insult Your Intelligence By”, risaliva al 2009 e, in effetti, è nata un’aura di ostinata curiosità sin da quando la band, capitanata da sempre da Bill Manspeaker, ha annunciato l’uscita di un nuovo disco. “Garbage Band Kids” si compone di diciassette brani che in parte ricalcano il mood comedy rock sperimentale che ha accompagnato i Green Jelly durante la loro esistenza, ed in parte evolve verso un più, diciamolo, banale, crossover indirizzato verso la nuova onda.
Già il singolo di lancio del lavoro, Punk Rock Pope, lasciava presagire questa tendenza da qualche settimana, e l’intero disco svaria molto tra reminiscenze anni ’90 e una voglia smisurata di piacere anche alle cosiddette nuove leve. Per perspicacia e caratura spiccano la hard rock Weirdo, la riassuntiva e anthraxiana Ballad Of Green Jelly e la cinematografica Freetoe Feet, ma nell’insieme, questo “Garbage Band Kids” lascia molti spazi vuoti, credo, soprattutto nei confronti dei fans più inossidabili dei Green Jelly. Era ovvio che non si sarebbero automaticamente ripetuti i fasti di Anarchy In Bedrock o House Me Teenage Rave, ma sono convinto che relegare la nuova produzione unicamente a brani come la sconquassata Drinking Song o alle cover di Three Little Pigs sia troppo riduttivo, per tornare alla ribalta.
Fuori su Cleopatra Records, etichetta che nel proprio rooster spazia da Afroman ai Down By Law. E per non farci mancare nulla, la copertina è ispirata alle figurine degli Sgorbions. Ve li ricordate? E ve li ricordate, già che ci siamo, i Green Jelly?




