Laila Al Habash – Mystic Motel
Recensione del disco “Mystic Motel” (Undamento, 2021) di Laila Al Habash. A cura di Gianmaria Tononi.
Al disco d’esordio che segue il primo EP la cantautrice allarga la scena romana senza scombussolarla troppo, aggiungendo un tassello importante ed equilibrato, in cui é possibile trovare tanti rimandi ma che é difficile ricondurre a qualcosa di troppo conosciuto.
Ci si perde da subito nella voce che ci coccola col suo timbro morbido e profondo, da cui é difficile uscire come lo era già in tutti i brani precedenti all’uscita dell’album, protagonista vera e segno distintivo dal quale é difficile prescindere. Poi ci carpiscono i testi, racconti quotidiani di una vita che sembra convenzionale ma lo é meno ad ogni ascolto, narrazioni tanto accessibili quanto profonde che ci colpiscono pian piano, ma con potenza. E infine si rimane catturati definitivamente dalla musica, che da subito ci ricorda tante cose già sentite ma che se ne diparte senza molta cura per arrivare a ricomporre un pop cantautorale moderno e di altissimo livello.
Molti citano la produzione del disco e il duetto in Sbronza, peraltro forse il passaggio meno riuscito, come a dare importanza al tutto ma qui la farina sembra tutta del sacco di Laila Al Habash, probabilmente frutto di anni di ascolto e rielaborazione della scena italiana e non, nonché di un talento personale di assoluto valore.
Aspettando quanto prima di vederla dal vivo, dopo un summer tour 2021 già ampio e soddisfacente ma con ora molte piú frecce da spendere, non si può far altro che pensare che nel futuro della musica italiana l’artista ventiduenne non avrà alcun problema a ritagliarsi la sua meritatissima fetta.




