Blood Incantation – Timewave Zero

Recensione del disco “Timewave Zero” (Century Media, 2022) dei Blood Incantation. A cura di Enrico Ivaldi.

Che i Blood Incantation siano una delle realtà più interessanti del panorama metal attuale è fuori discussione, anche per la grandissima qualità di tutti i progetti che gravitano attorno alla band madre. Basta menzionare Spectral Voice, Wayfearer e Stormkeep per averne conferma.

Band death metal capace di rileggere i canoni di gruppi storici come Morbid Angel e Incantation, i Blood Incantation hanno dalla loro una innata bravura compositiva che ben si abbina ad un concept “cosmico” sempre affascinante. Dopo il meraviglioso “Hidden History Of The Human Race”, gli americani escono con un nuovo lavoro, complicato da descrivere, bellissimo e che farà infuriare molti metallari, un po’ come fecero i Wolves In The Throne Room ai tempi di “Celestite” ma con un risultato nettamente migliore.

Timewave Zero” è infatti un mantra di quaranta minuti, che ha le sue fondamenta nella musica cosmica dei Tangerine Dream e dei Popol Vuh, nel quale si fondono anche influenze più ambient a là Lustmord e Atomine Elektrine. Diviso in due suite (ognuna di quattro movimenti), il disco è un requiem fatto da lunghi droni di synth analogici che disegnano paesaggi spaziali tanto cari a Asimov, Zindell, Dick e Clarke, in cui veniamo teletrasportati in un viaggio interminabile nel vuoto cosmico, in cui il tempo sembra immobile mentre le stelle compiono il loro corso. Perfetta, in questo senso è la scelta dell’artwork, che omaggia le grafiche sci-fi anni ´70.

Ci troviamo davanti ad un lavoro non di facile ascolto ma estremamente avvolgente (merito anche della produzione, veramente ottima) che ha il suo picco nei due atti finali di “Ea” in cui una desolante melodia fa da compagna ad una chitarra acustica in lontananza.

Spiazzante e totalmente trasversale, “Timewave Zero” spoglia i Blood Incantation di ogni orpello “metallico” e li lascia liberi di esprimersi come mai prima d’ora. Pur trattandosi (probabilmente) di un episodio isolato, il consiglio è quello di liberarsi dai pregiudizi, spegnere la luce e premere play. Buon viaggio.

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