Blut Aus Nord – Disharmonium – Undreamable Abysses
Recensione del disco “Disharmonium – Undreamable Abysses” (Debemur Morti Productions, 2022) dei Blut Aus Nord. A cura di Enrico Ivaldi.
Una cosa folle. Non saprei come altro descrivere questo nuovo lavoro dei Blut Aus Nord. La cosa che spaventa di un personaggio come Vindsval è che, per quanto ben distinto spossa essere il suo modus operandi, non si è mai sicuri di quello che verrà dopo.
“Disharmonium” è, di fatto, il precedente “Hallucinogen” che si guarda allo specchio. Il riflesso di un black metal atmosferico e futuristico e in cui la melodia aveva un ruolo centrale ma che è diventato deforme, ipnotico, difficile e molto poco confortevole. Quello che ci troviamo ad affrontare sono sette movimenti che abbandonano i canoni classici del metal (non solo black) ed evolvono tutto quello che già avevamo sentito in dischi come “Odinist” o la nella trilogia “777” ampliandone al contempo lo spettro sonoro ed emotivo. Non ci sono strutture standard, solo un continuo flusso abissale di dissonanze, ritmi cervellotici e incomprensibili voci in lontananza che sembrano uscire dal peggiore incubo lovecraftiano.
Descrivere cosa succede in “Disharmonium“ è tremendamente difficile, ma potrei paragonare l’ascolto la sensazione di caduta in un vortice senza fine, un senso totale di caos e disorientamento che però si fa sempre più consapevole e col passare del tempo. Qualcosa di non lontano dai peggior incubi dei Gnaw Their Tongues. Rimanere lucidi alla fine di questi quarantasei minuti è abbastanza provante, ma tra tutto questo magma disorientante, la consapevolezza di esser di fronte ad uno dei lavori più estremi e allo stesso tempo migliori dei Blut Aus Nord è alta.
In questo 2022 si aggiunge, ai ritorni di Meshuggah e Deathspell Omega, anche “Disharmonium“ che si piazza come vertice ultimo a completare il triangolo magico del metal trasversale.
La domanda è: sarà finita qua?




