Blut Aus Nord – Ethereal Horizons

Recensione del disco “Ethereal Horizons” (Debemur Morti Productions, 2025) dei Blut Aus Nord. A cura di Matteo Baldi.

Esistono il black metal, l’atmospheric black, il post-black, il depressive black e moltissime altre sfumature, e poi esistono i Blut Aus Nord. Questo incredibile act francese è stato sempre in grado di innovare e di dire qualcosa che non era ancora stato detto nell’inflazionatissima e sovraffollata scena del black metal. Difficile quanto mai dare una collocazione di genere a questa band, ma infine non è poi così necessario, l’originalità e la varietà della proposta è sempre stata così imprevedibile da far diventare proprio questa imprevedibilità, un grande punto di forza. Ascoltando i Blut Aus Nord noi vogliamo e ci aspettiamo di essere sorpresi, e questo “Ethereal Horizons” non delude, anzi conferma in maniera molto decisa.

I suoni non si discostano dalle classiche chitarre taglienti, batterie vorticose e triggerate proprie del black metal; tuttavia, sono maniacalmente curati e sono una parte importante di questo disco, le parti strumentali sono preponderanti ed è il suono il vero protagonista, sono i passaggi di ambientazione e l’equilibrio perfetto creato tra di essere a dare una rara bellezza all’opera. Ho particolarmente apprezzato le parti che rompono i bordi della definizione di genere, ci sono dei riff claustrofobici e ripetitivi sovrastati da una voce pulita e melodica, appunto eterea, come richiama il titolo del disco, che portano l’inconfondibile firma dei Blut Aus Nord e che ancora una volta dimostrano un coraggio artistico e una visione di cui la musica ha disperatamente bisogno. Innegabile poi la qualità e l’impatto delle parti black, dei blocchi granitici di suono che arrivano come un treno in corsa.

Credo che per cogliere l’intenzione profusa in questo disco dai Blut Aus Nord, sia molto rappresentativa la seconda canzone di questo disco “Seclusion” di cui darò di seguito una breve lettura. Il pezzo inizia dopo un breve intro con una spietata cavalcata black ma già verso i tre minuti qualcosa cambia e si passa ad un ambiente fortemente ipnotico e ritmato, a fare da sfondo una voce melodica spiritata e disturbante, poi ancora dopo qualche minuto emerge una voce demoniaca e gutturale in una spirale solenne e incandescente di suoni che porta verso una coda quasi sinfonica guidata da scream laceranti  e da chitarre affilate come coltelli, per poi finire in un arpeggio commovente ed emotivo che potrebbe ai più sensibili, far scendere una lacrima.

Questo pezzo mi ha fatto venire la pelle d’oca in più punti e mi ha ricordato antico detto latino “Ars Gratia Artis”, cioè l’arte per l’arte. Non c’è bisogno di nessuna motivazione politica o morale o utilitaria in un’opera d’arte vera, l’arte è e basta e questo disco “Ethereal Horizons” ne è una dimostrazione pratica che porta oltre ad un innegabile piacere uditivo, anche la capacità di ispirare ad essere creativi e a non aver paura nel seguire la propria visione, qualunque essa sia. Come unica è la proposta portata dai Blut Aus Nord, unica è anche la strada davanti ad ognuno di noi, e sta a noi avere la volontà di percorrerla con decisione e senza guardarsi indietro.

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