The ImpattoSonoro Party Program: una playlist politica

In ambito artistico schierarsi è importante, parlare di ciò che ci accade attorno, persino bersagliarlo con forza. A furia di passività ci siamo arenati, è il momento di cambiare rotta. Il nostro programma elettorale in 38 punti musicali, uno più schierato dell’altro.

Noi artisti non dobbiamo cantare né canzoni di destra né di sinistra né di centro. […] Noi artisti non facciamo politica, facciamo musica

L’avete letta l’incredibile stronzata riportata, virgolettata qui sopra? Ebbene è farina del sacco di Eros Ramazzotti ed è un suo commento in merito alla shitstorm attraverso cui sta ancora volando Laura Pausini, rea di non aver cantato Bella ciao in occasione di un’ospitata in un programma TV spagnolo.

Ora, a noi non frega assolutamente niente se Laura Pausini non vuole cantare Bella ciao, che diavolo, è Laura Pausini, non i Rage Against The Machine e il fatto che ne sia scaturita una polemica mostruosa è a dir poco ridicolo. Quello che ci ha fatto veramente ridere è la frase dell’autore di Più bella cosa. D’altronde uno che scrive pezzi di tale bassezza culturale non può avere un pensiero reale su cosa sia un artista e cosa debba o non debba fare.

Si avvicinano le elezioni, manca pochissimo, e abbiamo assistito ad una delle campagne elettorale più infantili di tutti i tempi, tra anziani approdati su TikTok(Tak) e uno tsunami di amenità e dichiarazioni incommentabili, e dire che di porcate ne abbiamo viste e sentite, qui in Italia. Tutto modo, il Partito ImpattoSonoro si schiera con il fatto che la musica non debba forzatamente essere politica (Satana ci scampi e liberi da Ramazzotti et similia dal cantar politicizzato, quindi ottima scelta Eros!) ma possa esserlo, perché in ambito artistico schierarsi è importante, parlare di ciò che ci accade attorno, persino bersagliarlo con forza.

A furia di passività siamo finiti arenati, anche in campo musicale, quantomeno in superficie e col timore che questa china infesti anche il basso, il sotterraneo, esponiamo il nostro programma elettorale in 38 punti, uno più schierato dell’altro. Anche perché:

Yes it’s fucking political
Everything’s political
Yes it’s fucking satirical
Everything’s satirical
Everything’s political

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