Fanali – Shidoro Modoro

Recensione del disco “Shidoro Modoro” (Soundinside Records, 2022) dei Fanali. A cura di Maria Balsamo.

Nella notte periferica luci abbaglianti che tagliano la foschia. Le nebbie si diradano e la realtà si fa duplice, talvolta distopica. 

FANALI è un progetto multidisciplinare e audiovisivo di stampo partenopeo ideato da Caterina BiancoMichele De Finis e Jonathan Maurano. Ai tre musicisti, già attivi in diversi progetti discografici (EPO, Blindur, Sula Ventrebianco, unòrsominòre, PMS, Argine), si è unita l’artista Sabrina Cirillo. Sabrina è la rappresentazione tattile degli occhi dei FANALI, grazie al suo saper essere decisamente visionaria. Nell’alba delle intenzioni musicali della band c’è l’esigenza di realizzare la colonna sonora di “un film mai scritto“, immergendo completamente questo lavoro nell’atmosfera dei live looping. Il primo LP del trio è “SHIDORO MODORO”, prodotto dalla label Soundinside Records, anticipato dalla pubblicazione dei singoli ERA, ANCHE e DOVE e dall’uscita di un 45 giri digitale (impreziosito dal remix di Marco Messina dei 99 Posse).

Shidoro modoro (しどろもど) sta a significare in giapponese “alterazioni nel modo di parlare”, quelle che ci accadono quando siamo nervosi o ubriachi. Otto tracce che dipingono quindi gli aspetti complementari delle sensazioni umane attraverso un sound strumentale e cantato, ibrido, talvolta morbido, talvolta spigoloso. 

ERA è la prima track ed il primo esperimento sonoro del trio che al riguardo si è espresso così: “Cercavamo una sontuosa contrapposizione di strati che portasse al climax finale. La svolta definitiva è arrivata con l’uso anticonvenzionale degli effetti su parti di loop scartati dalle sessioni di registrazione”. Protagonisti assoluti sono qui i riff di chitarra e gli echi che generano infiniti riverberi. DOVE racconta di un trasloco attraverso un insolito giro di basso contrapposto abilmente al groove della batteria di Jonathan. Melanconico e retrò, questo brano rende giusta corposità all’album. ANCHE è il motivo della fine di una relazione, di un corto circuito. Il brano è un esperimento di cut-up per il quale i tre musicisti hanno continuato a lavorare singolarmente, ricomponendosi poi naturalmente sul finale. Sei minuti di rumore e melodia. 

AN(A)CHEè un pezzetto del contributo di labora limae realizzato dall’ingegnere del suono Salvio Vassallo. Il lato A di “SHIDORO MODORO”, infatti, è stato smontato e riplasmato in altri quattro brani (Are, Vedo, An(a)nche e Pani(c)o). L’output visivo di “SHIDORO MODORO” è la chiave principale per poter comprendere il senso dell’immaginario sonoro di questo album. 

Stiamo ascoltando un puro voto all’elettronica che si miscela al cantato. Caterina Bianco, voce violino e synth, Michele De Finis, voce, chitarra, basso, synth e programmazione, Jonathan Maurano, batterie pulite e soprattutto distorte, sembrano intenzionati a portare sulla scena un prodotto discografico minimale, naturale e destrutturato. 

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