Super Pink Moon – Iron Rain

Recensione del disco “Iron Rain” (Autoproduzione, 2023) di Super Pink Moon. A cura di Sara Fontana.

Il progetto Super Pink Moon nasce dal chitarrista ucraino Ihor Pryshliak appartenente al trio Somali Yatch Club. “Iron Rain“, album dal titolo evocativo, è il secondo solista del musicista e prende forma, come il primo “SUPERLP”, nella home studio di Pryshliak missato poi da Jaro Sound.

Nato sotto l’invasione russa, questo secondo album risente di angoscia, pressione e momenti infinitamente cupi, è un mix di suoni shoegaze, post-metal e krautrock che alterna parti strumentali consistenti a cantato, è un po’ come sentire i Jesu suonare da una cantina mentre sono fustigati da una nebulosa di metallo.

Mi hanno colpito per la loro particolarità COLLISION eウクライナにславаあれ, in cui percepisco anche una certa influenza j-rock à la The Pillow, cosa davvero interessante da sentire se si considera che solitamente i riferimenti musicali occidentali raramente volgono lo sguardo ad Oriente. Le atmosfere sono lente e rarefatte, talvolta dissonanti e caotiche, il tempo sotto forma di batteria è un ricordo lontano che fa la sua presenza schiacciata dal suono sofferente di tutti gli altri elementi, in questo album sono le chitarre a condurre tutto il gioco musicale.

I testi ruotano attorno alla tematica della guerra e a cosa questo provoca emotivamente a chi li ha concepiti, contrastano paura ed orgoglio in un cantato asettico che a momenti pare voglia raggiungere lidi più sereni, non riuscendoci mai.

Un album nel complesso ben strutturato e molto apprezzabile che fa da taccuino personale agli accaduti in Ucraina nell’ultimo anno.

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