MalClango – Sparagazzarre

Recensione del disco “Sparagazzarre” (Subsound Records, 2023) dei MalClango. A cura di Fabio-Marco Ferragatta.

Bello accostare gli album alle grandi opere letterarie della storia, sì, ma volete mettere trovare un disco che va a braccetto con un fumetto il cui titolo è “Barbarone sul pianeta delle scimmie erotomani”? Nel primo volume della saga spaziale creata da Gipi l’astronauta che dà il nome all’opera si trova alle prese con un popolo di primati molto interessati al razzo, ecco, se lo leggete mettendo su “Sparagazzarre” (la cui copertina ha qualcosa in comune con gli inserimenti ove non batte il sole) lo troverete ancor più godibile.

Sì, ok, ma il disco, la band, la ciccia? I MalClango in fin dei conti ne hanno di cose da dire, da fare, lettera, testamento. È roba animale, primitiva sì, ma anche mat(h)ematica e cerebrale quel tanto che basta per pervertire il senso delle cose. Il ritmo tribale di Kraf Twerk che pervade le terga mentre all’orizzonte si profila lo spazio profondo fa da sponda all’assurdo ritualismo a suon di colpi (di) bassi e stomp che risuonano nella giungla riportandoci alle vestigia dell’umana specie, sempre meno intelligente. Dal sottosuolo, molto a sud rispetto all’equatore, arriva Minestrone Tric & Trac, eco lontana di un reggaeton allucinato residentsiano, Bulkanus invece viene temprata nel metallo rovente che fa pavimento a un dancefloor desertico, la danza è la medesima però fa molto più male ed è tutta colpa della distorsione.

A proposito di distorsione, siluri/bombe di profondità post-hc come Bravi quasi tutti e Millenovecentottantaquando (198Q) sono clamore elettrificato, pronti ad infilarsi in [guardare copertina] per dare la scossa e le convulsioni al resto del corpo. Il viaggio interstellare ha un suo climax in Findellafiera, perché qui vengono a incontrarsi tutte le creature jazz, post, dance, core e si buttano a capofitto in un’orgia mutante da quasi sette minuti.

Questi “primati ammaestrati” si sono dati da fare tanto che questo secondo lavoro fa da salto quantico confronto al già ottimo debutto. Cambia le regole del proprio gioco e ne mantiene gli elementi distintivi aggiungendone altri, tipo una matrioska però pericolosissima da aprire.

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