Gel – Only Constant
Recensione del disco “Only Constant” (Convulse Records, 2023) dei Gel. A cura di Massimo Citton.
Dal New Jersey approda una nuova band hardcore che continua l’evoluzione di questo genere, i Gel. Apparsi nel 2021 in piena pandemia nel sito dedicato all’hardcore punk-metal, No Echo, tra le 12 nuove hardcore band da vedere, si sono fatti conoscere in tutto il mondo alimentando la frenesia dei social media, che ha contribuito ad infuocare l’attuale momento dell’Hardcore: dal successo crossover dei Turnstile, a quello ineguagliabile dei Soul Glo, che hanno sbancato le classifiche, ora tocca ai Gel.
Infatti, da quasi sconosciuti, in post-pandemia e dopo aver completato la formazione con un nuovo batterista, bassista e chitarrista, i loro concerti hanno iniziato a essere sold-out, (una prova è l’ultimo e recentissimo tour europeo, ovviamente non in Italia, completamente full in tutte le date). L’album di debutto “Only Costants” uscito lo scorso 31 Marzo potrà solo che migliorare la loro attuale situazione e far fare un salto di qualità ai ragazzi.
Dopo un velocissimo EP intitolato “Violent Closure” che, nel 2021, ha esposto le loro credenziali ancora scarne con riff grintosi e senza tempo, ricordando i grandi dell’hardcore degli anni ‘80 come SSD e Negative Approach, il loro debut album di sedici minuti abbraccia un sound più punk rispetto alla scena hardcore contemporanea e farà piantare la loro bandiera affermandosi con forza schiacciante. Questi pochi minuti di grande impatto, difatti, mettono in luce il senso acuto del proprio sound e la comprensione di ciò che li rende così attraenti.
L’album vede la batteria suonata da Zach Miller passare da ritmi punitivi a groove più corposi e attacchi micidiali che inducono al mosh, il tutto ancorato dalla voce raschiosa della frontgirl Sami Kaiser, la cui esibizione vocale a tutto volume accentua i feroci power chords dei chitarristi Webster e Nave. L’esempio perfetto è Fortified, seconda canzone dell’album, in cui in soli novanta secondi dopo il gancio d’apertura che ti piega già le gambe, entra in una sezione caotica ma controllata fino al punto esclamativo grazie ad un voluminoso riff di basso di Matthew Bobko.
Altre tracce meritevoli sono Out Of Mind, Attainable e Snake Skin che presentano nel complesso una band fiduciosa alla ricerca di nuove vie da aggiungere al loro sound nonostante la giovane età del gruppo. Composure, ultima traccia dell’album presenta una delle progressioni più pesanti ripetute, fino ad incanalarsi dietro ad un muro di feedback.
I Gel suonano così bene anche grazie al loro pubblico, perché la loro musica è autoproclamata “hardcore per mostri”, come segno distintivo d’onore. Ci sarà tempo e spazio per crescere, ma talento e consapevolezza sono ben riconoscibili nel loro LP di debutto, un disco impressionante con all’interno canzoni che potranno sicuramente migliorare dal vivo grazie alla ferocia dei loro set live.
Dove andranno i nostri Gel? Ne sentiremo sicuramente parlare, molto ma molto presto.




