Ben Harper – Wide Open Light
Recensione del disco “Wide Open Light” (Chrysalis Records, 2023) di Ben Harper. A cura di Haron Dini.
Con la tua immagine e con il tuo cuore, tu, benché assente, mi sei ogni ora presente. Perché non puoi allontanarti oltre il confine dei miei pensieri; ed io sono ogni ora con essi, ed essi con te
Così recitava queste parole Shakespeare, e in qualche modo troviamo una similitudine con questo ultimo lavoro di Ben Harper. Sì, perché se nel precedente “Bloodline Maintenance” trovavamo un lavoro più strutturato soprattutto per lavoro dell’intera band di supporto, invece in questo “Wide Open Light” Ben Harper si mette a nudo in un album in completa solitudine, suonando tutto in acustico.
Ben Harper ha bisogno di poche presentazioni: Songwriter nato a Pomona, una città nei pressi della California, dove la popolazione è composta più da Ispanici e Latinos che da bianchi, e tutto ciò è interessante perché questo elemento particolare si contraddistingue molto bene nella musica di Ben:
Ho cercato non solo di protestare, ma anche di costruire dei ponti culturali in America. La musica lo può fare fino a un certo punto perché poi subentra la coscienza collettiva o la consapevolezza, e anche questo l’importante
In un modo o nell’altro la sua musica è molto connessa anche alla sua vita, un legame molto profondo che nutre soprattutto il subconscio. Con questo ritorniamo al punto sopracitato: “Wide Open Light” è un disco che parla delle radici, dell’amore provato e perduto, ma anche del dolore, un disco che guarda alle cose semplici che diventano l’essenziale.
L’essenziale però è anche la vita, l’amicizia e la famiglia, e nel brano Growing Growing Gone si guarda una figlia che diventa grande; oppure in Giving Ghost si riflette sul proprio padre scomparso, “Every day I look more light my father“.
Ben racconta:
L’ho scritta in Australia alcuni anni fa nel backstage della Sidney Opera House. Il suo significato significa molto per me, perché non importa dove tu sia, i fantasmi, le persone che ti hanno lasciato, restano sempre dentro di te. Ti accompagneranno nei ricordi, saranno i suoi compagni mistici ai quali affidarti nel corso della tua esistenza
“Wide Open Light” è proprio questo, un disco sincero e intimo dove l’ispirazione è bellezza, è un mistero e quel mistero diventa risposta, e quella risposta poi è anche l’ingrediente dell’onestà che sta alla base della scrittura. Ben Harper fa proprio questo da 30 anni, e questo sentimento nasce proprio grazie alla musica. Una musica che cerca però di dare una scossa anche all’essere umano: e dunque clima, energia nucleare e rispetto per la natura sono gli argomenti che orbitano intorno a questo lavoro, un compromesso tra il passato e il presente di Ben.
Semplicemente ed essenzialmente lui.




