Royal Thunder – Rebuilding The Mountain

Recensione del disco “Rebuilding The Mountain” (Spinefarm Records, 2023) dei Royal Thunder. A cura di Simone Catena.

La band stoner rock americana Royal Thunder si rimette in marcia dopo una lunga pausa di sette anni, con un capitolo incendiario e introspettivo. Il nuovo lavoro in studio dal titolo “Rebuilding the Mountain”, prodotto per la label finlandese Spinefarm Records, esprime al meglio quanto maturato in questi anni di silenzio, ma anche i demoni del passato. Il disco segna il ritorno nella line up del batterista Evan Di Prima, che aveva lasciato la band nel 2018. Oltre a questa novità, il disco presenta le solite sfuriate macchinose e una vocazione melodica che trova compimento completo nella voce potente di Miny Parsonz e nel suo modo di spazzare via tutto con una grinta tagliente. Il risultato è un notevole album dall’aggressività emotiva e travolgente.

L’iniziale Drag Me si apre con una sensazione oscura e malinconica: a piccoli passi la voce di Parsonz disegna una melodia sensuale che si incattivisce e accelera nel passaggio finale con una distorsione solida e vulnerabile. Segue il primo singolo The Knife, con il suo tiro lineare che va al rilento prima di esplodere con un vortice di riff polverosi. Una canzone stupenda, che mette in mostra la pesantezza delle chitarre e il loro incedere visionario, vicino ai paesaggi psichedelici degli anni ’70.

Con Now Here No Where, invece, il tono della chitarra picchia duro sugli strumenti e nella prima parte l’atmosfera si fa sempre più acida e corposa, con una linea vocale disturbante che urla al mondo tutte le difficoltà della vita per poi lasciarsi andare ad un ritornello ampio e malinconico. Su Twice si nota un’esplorazione sonora più ampia, con intervalli di tempo che cercano riparo in un’atmosfera quasi country. Un discorso simile lo ritroviamo in Pull, una traccia essenziale con una scrittura matura e orecchiabile. Live to Live conclude il primo vortice di questo lavoro con parole che riscaldano il cuore e ci consentono di vagare in uno spazio lontano.

In My Ten l’adrenalina torna a ruggire con un giro di basso aggressivo e una spinta incredibile della batteria che scatenano una infernale struttura rocciosa e vibrante. Ci avviciniamo alla conclusione, ma prima ecco Fade, un’altra monumentale traccia con una melodia rock graffiante che scorre lentamente verso una tonalità più morbida e un timbro grunge che ci ricorda i Soundgarden. Chiude l’album Dead Star, una ballata dormiente e delicata che cresce in modo deciso ed entusiasmante.

Rebuilding The Mountain” è un album meraviglioso che accende nella mente un viaggio creativo e personale e in cui i Royal Thunder mostrano muscoli, cuore e coerenza.

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