Cable Ties – All Her Plans
Recensione del disco “All Her Plans” (Merge, 2023) dei Cable Ties. A cura di Simone Catena.
Il trio australiano Cable Ties torna a farsi sentire con un nuovo lavoro in studio, il terzo della loro carriera incendiaria. Il progetto nasce a Melbourne nel 2015, con una forte passione per le ritmiche sfrenate e un gusto sonoro sporco e carismatico che da subito li mette in mostra nella scena post-punk a tinte garage.
L’esordio omonimo del 2017 si distingue per il suo vortice tagliente di chitarre ruvide e le linee vocali gonfie di vibrazioni di Jenny McKechnie, avvolte da tappeti sonori spediti su una ritmica mozzafiato. In questo nuovo capitolo intitolato “All Her Plans” e prodotto dall’etichetta statunitense Merge Records la band continua nel suo percorso solido e rumoroso ed esplora una vibrazione intensa che mostra rabbia e frustrazione nel tentativo di celebrare una netta rinascita per il futuro.
Il disco inizia con la grintosa cavalcata di Crashing Through, un brano travolgente che invita l’ascoltatore a un balzo bollente, forte di una ritmica aggressiva che va ad infrangersi poi nelle urla pazzesche di McKechnie, racchiuse in una polverosa struttura oscura. Segue il tocco punk rock del basso di Perfect Client e ancora una volta la canzone si spinge oltre l’infinito, con il potenziale frenetico e martellante delle distorsioni che si colorano di sensazioni grezze e geniali. Time for You rallenta invece di poco gli animi con una carica diversa e più intima. Con la linea vocale questa volta si è immersi in un’atmosfera più commerciale che tende all’hard rock stile Girlschool e completano il tutto un ritornello orecchiabile e un assolo finale profondo. Too Late segue le orme espressive e malinconiche del passato grazie a una linea vocale sensuale e una chitarra che fa capolino insieme a una batteria pulsante. Il brano è interessante e il testo mostra sensibilità ed emotività che accelerano portando al passaggio conclusivo. Mum’s Caravan e Thoughts Back sono due brani simili, proiettano le emozioni su ritmiche acustiche e un cambiamento radicale della voce, più spensierata senza però abbandonare gli attimi caotici e deliranti che ci trascinano nell’oscurità.
Prima di sparare le ultime cartucce, ci si agita a dovere sul tempo confusionario di Silos. Una menzione speciale poi per il singolo Change, uno dei brani migliori e autentici di quest’opera, che tratta i temi delicati di traumi e violenza. La fine viene affidata alla dolce suite Deep Breath Out, un eccitante ricordo commovente.
I Cable Ties sono una mina esplosiva e con questo lavoro dinamico si confermano a pieni voti nella scena riferimento.




