Search Results – Information Blip

Recensione del disco “Information Blip” (Knob Polish, 2023) dei Search Results. A cura di Federica Finocchi.

Adam Hoban, Fionn Brennan, Jack Condon. Ecco il mini identikit dei tre fondatori e membri ufficiali della freschissima band proveniente da un’Irlanda (più precisamente Dublino) sempre più sul pezzo, che tira fuori idee e talenti alla stessa velocità in cui passa dalla pioggia al sole in una giornata qualunque. 

Loro sono i Search Results e si formano nel 2019, dopo essersi trasferiti a Dublino per il college (questo fa capire quanto loro siano giovani e quanto invece io non lo sia più poi tanto). In comune hanno la passione per il punk e per il garage rock e guardano con adorazione band come Parquet Courts e Velvet Underground, così decidono di mettersi all’opera e di scrivere le prime proprie canzoni durante la pandemia. Incuriosiscono sin dal primo momento, nel loro approccio lo-fi e nel loro essere difficilmente classificabili. Lo si era già capito nei due EP precedenti Mirrors (2021) e No Punchline Arousal (2022), due buoni ascolti che apriranno le porte all’atteso album di debutto “Information Blip”, che vede la luce in un settembre 2023 ricco di arrivi e di ritorni, di sorprese e di conferme, che lascia però spazio a chi riesce a regalare ventate d’aria fresca in un universo saturo di note tutte uguali e di idee poco originali.

Al trio irlandese di certo le idee non mancano, così come le note (tutti e tre, oltre ai classici chitarra/basso/batteria, prestano la propria voce al disco e si avvalgono dell’utilizzo di synth) e se c’è una cosa che abbiamo imparato in questi anni difficili è saper riconoscere chi fa davvero sul serio da chi invece ha solo intenzione di perdere tempo. E i Search Results sembrano non voler perdere nemmeno un secondo, nella frenetica traccia garage che introduce l’album, ossia Enter the Blip. Ma è solo il principio. I ritmi incalzanti sono una costante che si ripete brano dopo brano, da No Murder al singolo Three, passando per momenti che somigliano a quelli degli Interpol dei tempi d’oro in Ounic Rick (uno dei miei passaggi preferiti) e agitandosi sui dinamismi post punk di Shitfingers. E poi ancora, ci si avvicina alle vibrazioni elettroniche di Sleeping e del brano conclusivo Reggie 2, che squarcia il cielo all’improvviso mentre tutti –chi incredulo, chi triste, chi indifferente- assistono alla scena, come nella foto in bianco e nero raffigurata in copertina.

Information Blip” è un buon esordio, di quelli atmosferici ma realisti, che nonostante i 15 brani scorre e non annoia, portandosi dietro la giusta dose di carica irlandese da far scorrere nelle vene. Curiosi di provare?

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