Antonio Ministeri – In Bloom

Recensione del disco “In Bloom” (Little Symphony, 2023) di Antonio Ministeri. A cura di Lucio Leonardi.

Parto subito in quarta dicendo che ci sono due cose, una estremamente positiva e una un tantino negativa, che riguardano l’opera prima di Antonio Ministeri, pianista compositore siciliano dalla dote comunicativa innata.

Partiamo da quella positiva: “In Bloom”, appunto, è il suo primo lavoro, e seppur fortemente immischiato nei soliti stilemi neoclassici tanto in voga oggigiorno, ha dalla sua una personalità e una profondità realmente fuori dal comune.

L’album, con le sue 7 tracce, prende a piene mani da ciò che artisti come Olafur Arnalds, Nils Frahm, Max Richter hanno portato avanti per decenni; quindi siamo dalle parti di un ambient estremamente cinematografico, rassicurante, emotivo, dove piano, strumenti ad arco e synth si rincorrono per sfiorarsi, a volte toccarsi, altre guardarsi da lontano, creando incastri meravigliosamente sospesi tra passato e presente, tra cielo e terra, tra aria e talvolta terra, accenni abbozzati di melodie sotterranee che si fanno tangibili per poi dissolversi nell’etere, lasciando quel senso di calma cui tutti noi velatamente ambiamo, ma non sempre raggiungiamo. Quindi tutto nella norma, se non fosse per una personalità così traboccante da rendere le succitate influenze mere partenze, flebili abbagli, per andare su qualcosa di altro che ancora è solo accennato (più che accennato in realtà), ma che con gli sviluppi futuri saprà aprire a nuovi mondi iridescenti.

La parte negativa? Beh, innanzitutto l’album dura troppo poco, troppo breve per un affezionato come me di lunghezze chilometriche (poi magari all’ascoltatore medio questo, per me, difetto sembrerà un punto di forza), quindi al prossimo giro amerei più carne al fuoco, e qui veniamo all’altro punto: l’album manca di uno scossone, un’intensità crescente, una deflagrazione, che tende a rendere il tutto troppo sospeso per divenire realmente tangibile.

Detto questo, però, rimane il fatto che siamo di fronte ad un fuoriclasse, capace di condensare in 28 minuti un insieme così puro di emozioni da renderlo realmente intrigante, affascinante, magnetico. Impeccabile nella forma, emotivamente intenso nel contenuto, e cosa chiedere di meglio per adesso?

Post Simili