Eitrin – Eitrin
Recensione del disco “Eitrin” (Debemur Morti Productions, 2023) degli Eitrin. A cura di Fabio-Marco Ferragatta.
Ci sono realtà che, mischiate assieme, non funzionano nemmeno pregando chissà quale dio oscuro (o altro, a vostra scelta) e poi ci sono gli Eitrin. Basta scegliere gli ingredienti giusti: Marion aka Mütterlein (sì, come il brano della divina Nico), Vindsal e W.d.F., ovvero i Blut Aus Nord e il visionario Dehn Sora/Throane. Risultato: morte a tutto spiano.
Debemur Morti Productions spegne venti candeline e la torta che prepara per la ricorrenza sa di distruzione assoluta. In breve tempo questo ensemble da incubo prepara una piatto a base di ricino, sarin, cianuro, fenolo, arsenico, muscarina e curaro. Velenosi le intestazioni dei brani che compongono l’album di debutto omonimo, venefico il risultato. Virulenza solidificata pura e semplice che tutto abbatte.
L’atmosfera che si respira è liminalmente classica, sa di quel black metal spaventoso che fece grande la Seconda Ondata: blast beat assassini che sorreggono melodie d’oltretomba, amalgamate da Sora, che si destreggia tra sintesi elettroniche e cori spettrali che si fanno mantello dell’ugola oscura di Marion, maestra nell’arte della violenza tanto quanto di stentoree declamazioni messianicamente oscure (in alcuni casi deliziosamente diamandagalasiane). Le chitarre di Vindsal sono armatura e lancia, stratificate, taglienti e al contempo ottundenti, tra rapide/ripide discese agli inferi e stomp mefistofelici, sospesi sul bordo di un abisso hardcore, tra sospensioni d’ambiente e incubi massacranti si fanno strada nel buio che, all’occorrenza, si riveste di epiche locuzioni post-punk, di quello maledetto e algido che fu, non la copia stinta di questi tempi vacui.
Non si poteva chiedere di più e meglio di un debutto tanto ben fatto e pregno di malanimo. “Eitrin” però, come tutte le opere prime, annusa l’aria (fredda e pesante). C’è però qualcosa che sento mancare, un passo oltre le zone già battute dai quattro e che, spero bene, arriverà nel prossimo futuro. Intanto facciamo che rimpinzarci di questa sostanza a dir poco mortale, che per chiudere l’anno va benissimo.




